In realtà per certi approcci quel farmaco non gli serve a nulla come
cura psicologica, e perciò lo psicoterapeuta
soprattutto questo deve sapere 
, poi può imparare anche altro. Insomma per certi approcci il farmaco rappresenta una specie di droga che il paziente assume perché
vuole evitare di sopportare certe sofferenze necessarie per farlo crescere e sviluppare.
Secondo me su questi punti bisognerebbe riflettere un po' di più, non è in gioco solo la conoscenza. Uno psicoterapeuta potrebbe anche conoscere gli effetti di certe sostanze psicoattive alla perfezione ma il problema fondamentale ed etico però è a monte: quale è l'atteggiamento dello psicoterapeuta rispetto al fatto che il suo paziente assume queste sostanze? Il suo paziente secondo il suo approccio e la sua scuola... Fa bene? Fa male? Dovrebbe convincersi a smettere?
Guardate che questa cosa non è di secondaria importanza.
Saluti