Ciao a tutti, è un bel po' che non scrivo su questo forum e ho perso un po' di dimestichezza. Magari questa discussione è stata già ampiamente trattata e mi scuso se sarò ripetitiva ma effettivamente non ho trovato niente che soddisfacesse quello che cercavo.
Secondo voi, o secondo l'ordine, o secondo il senso comune, essere psicologi, con uno studio e pazienti e fare anche un altro lavoro che non ha nulla a che vedere con l'ambito della psicologia né per il quale è necessario avere una laurea, ma scelto sia per necessità economiche sia che per seconda passione, perchè si trova piacevole ecc. è squalificante rispetto alla propria professione? Mi rivolgo a chi soprattutto vive in città piccole: si perde di credibilità per i potenziali e attuali pazienti secondo voi?
Io per ora insegno in una scuola privata, seguo dei pazienti in uno studio da un anno e mezzo, frequento una scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva con relativo tirocinio,ho ancora un domiciliare (per scelta non ne seguo più) e sono molto attiva nel campo del volontariato e protezione civile ma in passato durante gli studi, per mantenermi, ho lavorato sia come segretaria che commessa in una boutique e attualmente non disdegnerei queste posizioni se si incastrassero con i miei impegni.
Cosa ne pensate?







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Triste, ma vero!..Perderebbe, ai miei occhi di creibilità....Credo infatti che l'immagine, il ruolo di psico/medico /avvocato debbano essere difesi...