
Originalmente inviato da
lupasolitaria84
Ciao a tutti.
Mi presento, sono lupasolitaria, ho 28 anni e scrivo da Torino.
Non so neanche da dove cominciare, e sperando di avere il dono della sintesi, vi propongo il mio problema per avere un'opinione esterna e per farmi ritrovare il lume della ragione.
Sono una ragazza tranquilla, non ho troppi grilli per la testa, mi sono sempre prodigata molto per far quadrare tutte le cose della mia vita (amore, studio, famiglia), ed oggi mi ritrovo con un enorme senso di vuoto allo stomaco.
Per porvi quello che per me è il problema più grande devo necessariamente tornare indietro di qualche anno, quando mi trasferii a Torino dalla mia città natìa per seguire gli studi.
Qui non conoscevo nessuno, le mie amicizie ovviamente erano tutte nella città che lasciavo, ed essendo una ragazza un po' timida ed anche tendenzialmente sospettosa - ho ricevuto un po' di batoste che mi hanno resa un po' così - non mi sono prodigata più di tanto per fare nuove amicizie, anche perché provenendo da una piccola città del sud, non mi trovavo affatto in sintonia con i modi di pensare e di comportarsi dei miei coetanei torinesi.
Prima di giungere a Torino, avevo conosciuto un ragazzo in una delle mie "gite torinesi" per il trasferimento di Università: uno studente di Psicologia, più piccolo di me di circa 3 anni, che però mi è sembrato sin dall'inizio molto maturo e con la testa a posto.
Quando mi trasferii qui, approfittai subito di questa conoscenza, ed iniziai a frequentarlo, anche se da parte mia non c'era nessun sentimento che andasse oltre l'amicizia. Lui, invece, sin dal primo momento, mi aveva dichiarato di essere innamorato di me, aveva lasciato la sua ragazza, e mi corteggiava più o meno spudoratamente.
Dopo qualche mese di corteggiamento, nonostante dubbi ed incertezze dei miei sentimenti, compresi che mi stavo legando a lui e decisi di accettare la sua proposta di frequentarci.
Io ci andavo molto cauta, non solo perché non ero sicura di amarlo, ma anche perché in passato ho sempre sofferto scegliendo persone sbagliate; lui invece era innamorato cotto, o almeno questo era ciò che si intuiva. Quando uscivamo insieme, pure i sassi avrebbero visto il suo sguardo innamorato, mi faceva sentire al centro dell'attenzione, al centro del suo mondo e dei suoi pensieri.
A lui ho confidato tutto di me, trattandolo all'inizio della nostra storia più come un amico che come un fidanzato.
Quando dico che a lui ho confidato tutto, mi riferisco anche ad una cosa molto dolorosa della mia infanzia che fino ad un anno fa non avevo avuto il coraggio di raccontare neanche a mia madre.
Lui mi sosteneva, mi aiutava, mi dava consigli, era sempre presente.
Ma tra di noi, nonostante i suoi corteggiamenti serrati ed il suo essere un fidanzato "modello", mancava la complicità sessuale: non so se posso azzardare e dire che questa mancanza fosse per colpa mia, io avevo una visione del sesso molto contrastata e contraddittoria. Fino a quel momento, il sesso mi aveva fatto paura oltre che schifo: da bambina ho subito degli abusi, che per anni mi sono tenuta dentro e che non sono convinta di aver risolto completamente nel mio cuore. Tutto ciò che era connesso con la sfera sessuale mi intimoriva, mi faceva vedere il sesso come qualcosa di sporco, qualcosa di impuro.
Con il passare degli anni, con l'aiuto di questo ragazzo e tanta pazienza, ho superato alcuni scogli ma non sono mai giunta al completamento di quella che è la normale vita sessuale di ognuno di noi, per intenderci, sono rimasta vergine.
A lui questo credo pesasse un po', ma non ha mai fatto pesare questa mancanza a me, mi ha sempre detto che mi avrebbe aspettata tutto il tempo che avrei ritenuto necessario perché era innamorato di me e mi voleva bene.
Il nostro rapporto, visto così, potrebbe sembrare idilliaco, ma in effetti non lo è stato: in questi 4 anni insieme, di tanto in tanto lui "si concedeva" qualche scappatella "virtuale", iscrivendosi a siti di incontri, guardando e scaricando video porno sul pc, facendo complimenti all'una e all'altra, tutto rigorosamente virtuale.
A volte scoprivo queste cose, mi arrabbiavo, mi sentivo delusa e frustrata, ma ho sempre pensato che sbagliare è umano e gli ho sempre concesso il beneficio dell'immaturità, seguito dal fatto che da me in fondo aveva un rapporto a metà.
Ad Agosto di quest'anno, gli viene diagnosticato un tumore. Vi lascio immaginare la mia reazione, la sua, ed ovviamente anche tutto ciò che è cambiato nel nostro rapporto: il suo umore spesso a terra, lui sempre nervoso ed arrabbiato, io sono diventata paranoica vivendo tutti i giorni con il terrore che morisse, ed ovviamente sono diventata ultra apprensiva nei suoi confronti, forse anche asfissiandolo.
In quel momento mi sono resa conto che avevo sbagliato ad essere così dura dal punto di vista intimo, e che in fondo a parte queste cavolate che aveva commesso, non era mai andato a fondo e non mi aveva mai tradito fisicamente, nonostante io gli facessi mancare una delle cose più importanti di un rapporto.
Dopo i primi momenti di sgomento, ed appurato che avrebbe dovuto seguire una cura di alcuni mesi per curarsi, gli ho detto che ero pronta a donarmi a lui. In quel momento non avevo alcun dubbio sui miei sentimenti, volevo davvero superare quello scoglio e vivere finalmente questa storia come meritava di essere vissuta.
Non so come lui abbia preso questa mia "dichiarazione", né mi sembrerebbe troppo strano se a lui fosse sembrato un atto di pietà o di egoismo, fatto sta che la sua risposta è stata un rifiuto. Mi ha detto che non se la sentiva, che non si sentiva in quadro da quel punto di vista, e mi ha chiesto di aspettarlo.
Io ho rispettato il suo momento, ed ho continuato a stargli vicino come meglio potevo, anche se il suo carattere un po' chiuso ed a volte burbero non mi hanno permesso di stargli accanto come avrei voluto.
In questi mesi ho sopportato di tutto, assecondando i suoi tanti momenti no, tollerando risposte scazzose e che mi ferivano, senza mai avercela con lui perché ho sempre imputato questo suo atteggiamento alla presenza della malattia.
A Gennaio, abbiamo fatto 4 anni insieme: lui, che ricordava tutti i mesi di farmi gli auguri, aveva dimenticato una data così importante. Al mio compleanno, verso la metà di Gennaio, non ho ricevuto neanche un regalo. Ho di nuovo imputato questi comportamenti freddi alla malattia, fin quando una Domenica di fine Gennaio, ha iniziato a farmi dei discorsi strani, quei classici discorsi che ti fanno pensare che la storia sia arrivata ad un punto di rottura.
Io l'aria della crisi l'avevo percepita da tempo, ma forse ho voluto mettere la testa sotto la sabbia oppure non ho saputo cogliere tutti i suoi segnali. Mi disse che dovevo prendermi una pausa (io?!), perché da quando si era ammalato io mi ero annullata per lui (quale persona innamorata non lo farebbe?), che avevo perso i miei obiettivi per stargli accanto, che ero troppo depressa, eccetera.
Gli chiesi di dirmi apertamente e senza troppi giri di parole se mi stava lasciando, mi disse che dovevo ritrovare me stessa e mi diede un ultimatum di un mese.
Tornai a casa un po' stralunata, non riuscivo a capire se questi discorsi fossero "per il mio bene", o se celassero un vigliacco modo per dirmi che non mi amava più.
Il giorno dopo, insospettita da questi suoi discorsi, cercai il suo nick su google, spinta anche dai suoi comportamenti passati, e trovai una serie di cose che mi lasciarono allibita.
Iscrizioni a siti di incontri, dove esattamente il giorno prima, tornato a casa dall'incontro con me, dialogava baldanzoso con una ragazza con complimenti ovviamente sempre in prima linea, iscrizioni a siti di tradimento, iscrizioni a forum per escort.
Inizialmente pensai ad un errore, non potevo credere ai miei occhi, ma sfogliando bene queste cose, capii che era tutto vero.
I siti di incontri on line non erano una novità, lo aveva già fatto in passato, ed io avevo perdonato imputando tutto alla sua immaturità ed al fatto che forse voleva sentirsi apprezzato.
Sui siti di tradimento (uno o due se non ricordo male), si era solo iscritto senza completare il profilo e non ci era più tornato.
Il problema, ovvero la cosa che mi fece più male, furono le iscrizioni a due siti di escort, risalenti una all'anno scorso, e l'altra a fine Ottobre.
Qui aveva scritto qualche post in cui scriveva di avere il vizietto di andare di tanto in tanto a donne, e di non poterselo per il momento permettere a causa della chemioterapia.
Sul momento presi il telefono e lo mollai. Inizialmente lui accettò la mia decisione senza prodigarsi più di tanto a chiedere o darmi spiegazioni.
Dopo qualche giorno, iniziò a chiamarmi e mi chiese un incontro.
Passammo un mese ognuno per conto suo, nonostante lui continuasse a dirmi che mi amava, che non era mai andato ad escort e che quelle che aveva scritto erano solo cavolate messe lì in croce giusto per sentirsi di nuovo "vivo".
Trascorso questo mese, siamo tornati insieme.
Io però non sono affatto serena. Sono in preda a continui sbalzi di umore, cerco di analizzare la situazione, di ricordare, di capire, e sono sempre più confusa.
C'è da dire che lui non è mai stato un ragazzo sicuro di sé - si sente brutto, pensa di non essere apprezzabile dagli altri - e forse questo (per quanto non sia una giustificazione), potrebbe averlo spinto a sbagliare, iscrivendosi in questi forum per fare il cogl.one per "sentirsi all'altezza".
Razionalmente non credo che lui possa essere mai stato il tipo che va con le donnine, anche perché gli unici momenti liberi che aveva li ha sempre passati con me, oltre al fatto che non naviga nell'oro, ha un mutuo sulle spalle, una mamma invalida a cui badare, e debiti gentilmente lasciati da suo fratello e sua sorella, e non credo che possa avere le risorse materiali per fare questo.
Ma il fatto stesso che abbia spesso cercato questi diversivi, anche solo virtuali, mi fa pensare.
C'è da dire che io non sto vivendo bene il rapporto, perché sono piena di dubbi e vivo quotidianamente situazioni contraddittorie, chiedendo a lui continuamente conferme e questo non credo sia positivo e benefico per un rapporto.
Cosa devo fare? Come devo interpretare questi suoi comportamenti?
A volte non capisco se ad avere un rapporto strano con il sesso sono io, o è lui che ha delle perversioni e me le nasconde.
Spero che abbiate avuto la pazienza di leggere tutto, e che vogliate darmi un'opinione ed un consiglio su come uscire da questa situazione.
Grazie a tutti in anticipo.