
Originalmente inviato da
giorgios
La formazione per uno psicoterapeuta psicoanalitico è l’analisi personale.
Com’è noto, un’analisi personale implica 3/4/5 sedute a settimana e può durare anche 8-10 anni. Molti analisti, dopo aver fatto la prima analisi, ne fanno una seconda, e certuni anche una terza. Tutto ciò può significare un lavoro su di sé che può durare anche 20 anni. Dura lex sed lex.
Da qualche anno, a questo iter formativo, lo Stato italiano ha aggiunto un elemento burocratico-formale, perché ha delegato a poche scuole di psicoterapia la vendita di patentini psicoterapeutici, dopo aver frequentato un corso quadriennale.
L’IREP è una di queste scuole.
Di psicoanalitico ha solo il nome (e questo per motivi di marketing, perché l’aggettivo “psicoanalitico” si vende bene sul mercato). In realtà mettono insieme un’insalata abbastanza superficiale di nozioni prese qua e là, mescolando insieme DSM, teorie sistemiche, psicoanalisi, gruppoanalisi e un mucchio di altre nozioni già apprese e giustamente dimenticate dall’università come le inutili psicofisiologie, le psicologie generali e altre amenità del genere.
Ad arricchire l’insalata, aggiungono 100 ore di “analisi personale”, che tanto, non fanno loro...
I docenti hanno una formazione psicoanalitica molto dubbia. Non mi risulta nel corpo docente alcun membro SPI o IPA. Forse solo Gillieron è stato analista IPA, ma nel remoto passato. Poi ha scoperto “nuovi metodi” che in quattro e quattr’otto guariscono i pazienti più gravi con una manciata da sedute.
Le cosiddette terapie brevi!
Quelli che fanno un lungo lavoro di tipo classico vengono ridicolizzatii e definiti “démodé”.
Perché impegnarsi in un’analisi decennale a 4 sedute a settimana se in sei mesi e a una volta a settimana si ottengono risultati migliori?
Sembra un poco strano? Ma no! Questi miracoli all’IREP sono di casa!
D’altro canto è più facile vendere miracoli, che una dura e faticosa realtà.
I giudizi che si possono raccogliere presso gli allievi IREP sono poco attendibili, perché chi sta pagando i non pochi 4200 euro l’anno, più tutti gli altri costi, difficilmente può albergare nella sua mente l’idea di fare una scuola di scarsa utilità. Ricordate il concetto di dissonanza cognitiva?
Credo che sarebbe più utile sentire chi ha lasciato la scuola o coloro che l’hanno terminata.
Ho sentito dire che due anni fa è terminato un corso quadriennale con 16 allievi e di questi sedici, solo due hanno presentato la tesi. E gli altri quattordici?