La psicoanalisi propose un sistema teorico e una prassi clinica che influenzò per decenni la storia successiva della psicologia clinica. Freud ribadì ripetutamente nei suoi scritti che dietro il nostro comportamento e la nostra coscienza c’è un mondo nascosto, latente, rimosso, che sin dai primi anni della nostra vita, nel rapporto con i genitori, determina tutto lo sviluppo psicologico e la nostra identità. Nelle sue opere si occupò di psichiatria, di scienza, di metodologia e di clinica, di nevrosi e di psicosi, di antropologia, di società, di letteratura, di pittura, di storia e di musica. Fu un geniale saggista e lo apprezzo soprattutto per le sue improvvise intuizioni, per le sue avvincenti spiegazioni “narrative”, per i produttivi errori.
Al paradigma freudiano che spalancò la porta ai processi inconsci, allo studio dei sogni, alla natura nascosta del mondo interno non più in termini soltanto biologici, il comportamentismo contrappose un potente programma di ricerca nel quale lo studio era rivolto alle relazioni tra comportamento e stimoli ambientali. Un preciso progetto di ricerca che escludeva qualsiasi riferimento a proprietà psichiche, impossibili da misurare e verificare. Il comportamento (behavior) divenne l’unità di analisi della psicologia scientifica. continua.....







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