dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima![]()









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