Avrei altre domande, ragazzi, sperando che vogliate essere altrettanto gentili (vi ringrazio per i precedenti interventi, così come ringrazio chiunque interverrà nella discussione d'ora in avanti) nel rispondermi.
1) Mi viene in mente il corso di laurea in psicologia. Durante esso, si impara ad interpretare i sogni, oppure si presentano soltanto le diverse prospettive delle varie correnti?
2) Se uno psicoterapeuta non riesce ad interpretare un sogno durante una seduta di psicoterapia, come deve comportarsi? E' una cosa "grave", in qualche modo, oppure può professare "legittimamente", in qualche modo, la sua incapacità? O ancora, se uno psicoterapeuta non attribuisce valore scientifico all'intepretazione dei sogni, può, in qualche modo, essere una sorta di "obiettore di coscienza dell'interpretazione"?
3) Leggevo, stimolato anche dai vostri interventi, che anche correnti come quella della terapia cognitivo-comportamentale si stiano aprendo allo studio (o ad una vera e propria "interpretazione" dei sogni), e che le precedenti mancanze della psicologia cognitiva, in tal senso, erano dovute più che altro alla mancanza di studi scientifici compiuti dalla psicologia cognitiva in materia. Da qui la domanda: esistono correnti di psicoterapia che questi studi li hanno compiuti, decretando, allo stato attuale, l'inutilizzabilità completa dei sogni?
4) Non capisco le parole di Empowered

: uno psicologo del lavoro, ad esempio, può, seppur in casi estremi, trovarsi a interpretare i sogni oppure le categorie che si trova ad utilizzare prescindono totalmente da ogni compito interpretativo?
Ringrazio in anticipo chiunque risponderà
