In queste settimane si sta svolgendo il concorso per coprire il ruolo di insegnanti nelle scuole da quelle dell’infanzia e quelle superiori di secondo grado. Mi ha colpito scoprire che nelle scuole superiori un laureato in psicologia, superando i vari test della procedura concorsuale, può insegnare filosofia, psicologia e scienze dell’educazione (classe A036). L’accostamento di filosofia e psicologia mi è sembrato strano e ora vi spiego perché.
Quando ho letto che uno psicologo potesse insegnare filosofia e viceversa nei licei di scienze sociali sono rimasto di stucco. Perché la filosofia? La psicologia viene associata alla speculazione filosofica? E’ vero che anni fa per laurearsi in psicologia era necessario iscriversi alla facoltà di filosofia. Ma stiamo parlando di qualche decennio fa e ormai esistono diverse decine di facoltà di psicologia, addirittura “fuse” con la facoltà di medicina e con programmi didattici decisamente differenti nei contenuti e negli scopi professionali.
Sia chiaro: nessuno vieta che un filosofo possa arricchire le sue lezioni “sconfinando” negli argomenti di psicologia. Io stesso, sono affascinanto da certe argomentazioni filosofiche dell’antica Grecia o degli empiristi inglesi. Tuttavia, il discorso acquista un altro significato rispetto a questa intercambiabilità tra filosofia e psicologia. Una scorretta affinità che riflette uno dei tanti miti che affliggono la psicologia, cioè che sia una disciplina umanistica senza solide basi scientifiche.
E dire che una delle difficoltà tipiche di uno psicologo è quello di imbattersi nella confusione di tanta gente nel distinguere lo psicologo dallo psichiatra, lo psicoanalista dallo psicoterapeuta...
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