Cosi scherzando ma neanche troppovolevo chiedervi una opinione in merito. Non voglio fare una discussione in merito alla politica e sul caso specifico ma sul comportamento che uno psicologo può tenere nel commentare certi fatti sociali.
http://www.vita.it/societa/media-cul...grillismo.html
Sempre salvaguardando il diritto di esprimere una propria opinione penso che uno psicoanalista dovrebbe avere maggior garbo e attenzione nell'analizzare un processo sociale contemporaneo.
Già quando venne fatta l'analisi psicopatologica di Berlusconi l'avevo trovata di cattivo gusto, ma in questo caso definire come psicopatologico un intero movimento di persone, oltre a trovarlo scorretto dal punto di vista "teorico" lo trovo una violazione del codice deontologico! In particolare trovo scorretto definire ciò che muove un movimento politico come psicopatologico in quanto basata su una fantasmatica adolescenziale
In generale trovo ignorato il principio espresso nell'articolo 3 per il quale lo psicologo opera senza imporre la propria prospettiva e il proprio sistema di valori al prossimo, operandosi per aumentare la capacità di comprensione di se stessi e gli altri e di agire con consapevolezza.
Adesso, nel codice molti articoli si riferiscono alla propria attività professionale, e non credo che una intervista possa essere inclusa in questa attività, anche se in generale il codice deontologico degli psicologi regola il comportamento anche nei momenti in cui si rappresenta la propria categoria in ambito sociale.
Cose ne pensate in merito?
Saluti![]()







volevo chiedervi una opinione in merito. Non voglio fare una discussione in merito alla politica e sul caso specifico ma sul comportamento che uno psicologo può tenere nel commentare certi fatti sociali.
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