Affronto l'argomento sulla Dolce Vita perché è l'unica sezione in cui scrivo, ma in realtà avrei voluto postarlo in una specialistica ( ma quale?.... ) perché mi piacerebbe sentire anche il parere di psicologi professionisti.
Comunque: l'argomento lo conoscete tutti, campeggia ormai da due giorni su giornali e TV... Pare assodato che il disastro aereo in Francia sia stato determinato dal co-pilota tedesco che avrebbe voluto così suicidarsi.
A me tutta la vicenda non convince... E non mi convince proprio da un punto di vista psicologico.
Perché una persona che giunge alla conclusione che vivere per lui rappresenti un peso insopportabile, non si ammazza portandosi dietro 150 persone innocenti ( tra cui anche dei bambini ).
Non solo: la preparazione di un suicidio può pure essere lunga ed articolata, ma la sua esecuzione no. Chi si vuole uccidere lo fa di solito con un sistema rapido, meglio ancora se immediato ( si spara, si butta dalla finestra, si impicca... )... Perché se l'operazione dovesse diventare troppo lunga, poi interverrebbe l'istinto di conservazione che la interromperebbe. In questo caso, al contrario, il pilota, invece di buttarsi in picchiata, avrebbe fatto scendere l'aereo lentamente, per otto lunghissimi minuti, incurante delle urla di terrore che provenivano dall'esterno della cabina.
Voi che ne pensate ( ripeto: da un punto di vista psicologico )?







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