Negli ultimi giorni sono stato raggiunto da numerosi colleghi che mi hanno posto domande e chiarimenti sul dibattito introdotto. La curiosità era dovuta all'applicazione del codice binario alla psicologia clinica, credo che sia doveroso (da parte mia) coinvolgere il resto del forum.Le domande:
"Segue una serie di domande: il delirio non è in realtà un segnale? Perché è uno stimolo? Riguardo al sogno, momento di esplicitazione e sintomo per eccellenza, non avviene forse nello psicotico, laddove il piacere paradossale ha assunto proporzioni tali da invalidare l’utilizzo funzionale del segnale-sintomo? ".
Il delirio è lo stato paradossale, il delirio è il piacere paradossale, il punto che merita la massima attenzione è capire se il soggetto che ce lo presenta e lo descrive percepisce in relazione ad esso il sintomo, ovvero il segnale di pericolo nei confornti del delirio. Se c'è ci sono buone possibilità di intervento e di critica, altrimenti le cose si complicano. Il sogno: nello psicotico venendo meno l'apparato di pericolo del sintomo ciò è innazitutto legato al fatto che la parte non psicotica della personalità (o memoria autobiografica) è dominata e soffocata dalla parte rimossa del piacere paradossale.
"E’ possibile non sognare in situazione di omeostasi del codice binario?"
L'omeostasi del codice è un argomento complesso e riguarda il ruolo della memoria autobiografica in rapporto alla rimozione, come dire si può risolvere totalmente il rimosso? In teoria sì, in pratica è rarissimo.
" Mi entusiasma il parallelismo tra il tempo dei 4 mesi della posizione schizoparanoide con il tempo del riflesso di Moro, ma mi chiedo: se le posizioni kleiniane assumono un valore nella reiterazione ciclica, quale è il parallelismo per il corpo?"
E qui occorre un adattamento alla teoria Kleiniana: merito della Klein è aver capito (senza strumenti di indagine sofisticate come le possediamo oggi) l'esistenza della risposta paradossale della reazione di Moro, che rappresenta un imprinting per la memoria rimossa che in situazioni di precarietà può ripresentarsi come nel periodo dell'imprinting, "il parallelismo del corpo": è una frase senza senso, il corpo non è separato del cervello, la dicotomia corpo mente di Cartesio è un artificio che non appartiene al binario. Ciò che è "corpo" nel lessico "psicoanalese" in realtà per il binario è il sintomo.
" Il riflesso viene superato in funzione di un’esperienza affettiva autentica (dicendo grossolanamente), ma come si manifesta questa “estensione” tipica del fenomeno piacere quando il sintomo psicosomatico perde il valore della reversibilità (vedi il tumore terminale)?"
Credo che qui si faccia un pò di confusione, il sintomo psicosomatico conserva sempre la sua funzione solo che a volte si esalta e può portare conseguenze: non dico il tumore, ma sicuramente altre forme patologiche sì, come per esempio la morte da arresto cardiaco (ricordate il caso di Fehr il giocatore di calcio del Benfica che morì di fronte all'espulsione dell'arbitro?: un evento che è frequente nell'animale, morte improvvisa!!! )
" Può subentrare persino la morte per arresto cardiaco, dimostrando un’esasperazione del sistema d’allarme-segnale che risulterebbe inefficace...ma se fosse efficace, cosa accedrebbe nel corpo nella fase del piacere paradossale? Perché si esplicita un segnale ansioso piuttosto che uno depressivo?"
Credo che ogni soggetto abbia una soglia del sintomo e del segnale che rispetta, in quel soggetto un livello e un valore di scala gerarchica (per es. i figli degli alcolisti sopportano "bene" l'alcol, hanno una soglia diversa rispetto ai figlid ei non alcolisti!!!). La soglia del sintomo, inizia con il sogno e poi prosegue con maggiore intensità nel tempo.
" Nella situazione del piacere paradossale, cosa può produrre un sintomo (come dire: si può fare psicoanalisi con lo psicotico)? E’ possibile produrlo?"
Con lo psicotico è difficile fare tutto, ma l'unica cosa che è in grado di capire è il codice binario e il piacere paradossale, l'unica!!! Provare per credere. Lo psicotico ha necessità di modelli semplicie facilmente verificabili che possano spiegare l'eventualità dei suoi sintomi (dramamtici). Appare chiaro che lo psicotico che si rivolge al medico o allo psicologo lo fa non per la sua psicosi, ma per i sintomi..dunque....!!!
" Con quali limiti di irreversibilità? Uno stimolo utile ma che non procura piacere, come può essere un insegnamento corretto, come influisce sul codice binario?"
E' la base del nostro lavoro: rendere utile un piacere affettivo, per es. nel medioevo si dave enfasi al ruolo della vendetta e a San Gimignano c'erano ottanta torri poi si è visto che il piacere della vendetta costava troppo e si è preferita l'arte.....In sintesi..
"E infine: la gioia di vivere è il piacere paradossale della sana paura della morte? (inganno tremendo dell’identità, beffa biologica)."
La gioia di vivere è il punto in O di Bion strettamente vincolata con la presenza nel mondo e con la posizione C della mia griglia: sentimento del pericolo.
"Ieri riflettevo su un collega medico che prova piacere nel lavorare con i suoi malati terminali, mentre non tollera la situazione di solitudine casalinga: è un piacere paradossale che si manifesta, in lui che non ha costruito il godimento del piacere affettivo?"
Credo che ci sia molto di vero in ciò che dici.....insomma l'ambiente della sofferenza altrui forse eccita il tuo collega medico?







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non hai risposto Gianluca.. o meglio hai risposto con un'altra domanda sulla mia professione.