Salve a tutti
Ho sentito diversi colleghi (in questo forum e non) parlare di una loro attività di "psicologo volontario", svolta preso enti pubblici o privati, per fare un'esperienza di lavoro poi rivendibile altrove.
Premesso che con il presente thread NON intendo aprire un dibattito sull'eticità, sull'autolesionismo o sui danni inferti alla categoria connessi al fatto di lavorare gratis, vi chiedo se c'è qualcuno che mi può illuminare sulla questione.
In particolare domando:
1) Come si formalizza il rapporto tra psicologo ed ente? Esistono modelli già belli e pronti (come per gli stages) o occorre stipulare un contratto ad hoc di sana pianta? C'è qualche ordine regionale che fornisce indicazioni in merito (al mio, della Lombardia, devo ancora chiedere, anche se lo temo...dovete sapere che vivo questa istituzione in modo persecutorio...)?
2) L'ordine ammette questa modalità di lavoro? O devo pensare che tutti gli "psicologi volontari" lo facciano illegittimamente sperando di non essere mai scoperti?
3) Ove non fosse possibile percorrere questa strada, si può ricorrere allo stage (per la stessa finalità, ossia lavorare gratis presso qualcuno/qualcosa per imparare), oppure per un qualche motivo lo psicologo non può fare stage (lo chiedo visto che abbiamo un bel po' di restrizioni)?
Grazie a tutti quelli che vorranno rispondere.
Saluti
Piero







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