Di nuovo uno dei miei sogni macabri.
Questa volta ero in un'epoca diversa. Non so bene che anno fosse, ho capito che non era questo periodo da alcuni particolari: l'illuminazione della stanza da pranzo era possibile grazie a particolari "aggeggi" in metallo, sul fondo un grande piatto da cui partiva un asta metallica su cui poggiava una specie di cappello grande quanto un tappino. Questo cappello poteva essere alzato e vi si infilava una stoffa imbevuta di olio o cose simili, cui si dava fuoco. I pezzi di stoffa bruciati finivano per cadere nel piatto metallico.
Nella stanza c'era mia nonna che dormiva. Un grande tavolo di legno e una serie di madie che faceva il giro della stanza. Su ogni madia c'era uno o due di questi oggetti per l'illuminazione.
Ero a conoscenza di una riunione di alcuni membri della famiglia di mio padre (ormai morto anche in questo sogno) io cercavo di andare di nascosto, perchè sentivo che stavano tramando qualcosa.
Origliando da una finestra capivo che avevano intenzione di uccidere una donna, conosciuta come la pazza del paese, una sorta di barbona.
Nel sogno cercavo di impedirlo correndo da lei, ma la trovavo già ferita a morte, con la gola tagliata. Le mani ricoperte da una cosa simile al muschio. In piedi vicino a lei c'erano curiosi e due degli uomini della riunione. Mi avvicinavo e cercavo di parlarle, lei mi diceva chi l'aveva uccisa, inizialmente non capivo poi comprendevo che diceva "il regista". Poi si raccomandava che mi occupassi del figlio, che sarebbe rimasto orfano.
Una volta morta la donna me ne tornavo a casa, fingendo di non aver capito le parole, se on quelle riguardanti il figlio.
Al mio rientro mia nonna stava preparando la tavola assieme a mia mamma, portavano piatti di ceramica, tipo quelli di Deruta.
Dalla cucina vedevo una scala e sapevo che quella scala portava all'abitazione della famiglia di mio padre (i mandanti di questo assassinio).
Proprio in quel momento passa dalla scala un gruppo di bambini, tra questi c'è il figlio della donna uccisa. Lo chiamo, con il nome di Alessio, e lui si avvicina. Inizialmente ostile.
Parlando con lui spiego che avevo promesso a sua madre che mi sarei occupata di lui, non so come ma il bambino si convince e si siede a tavola con noi.
Ciò che mi ha impressionato del bambino è che aveva la faccia di un mio parente (che non posso vedere tanto lo detesto) ed il corpo di un nano.
Appena finito il pranzo, il bambino si avvicinava e mi abbracciava, poi mi sussurrava all'orecchio: "Spielberg".
A questo punto mi sono svegliata...
Ma che razza di sogni faccio???







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