Allarme web:fioriscono siti pro-Ana
Consigli pericolosi per anoressia
Si autodefiniscono siti pro-Ana e lanciano inquietanti messaggi soprattutto alle ragazzine. Si tratta di spazi Internet in cui Ana sta per anoressia e chi ci scrive ne tratta come una droga alla moda, seppure con varie sfumature, e non manca, come al solito, chi ne approfitta per vendere qualcosa, come i farmaci per non sentir la fame. E ancor più assurdo ci sono gli spot di corsi che insegnano a vomitare.
Questi siti pericolosissimi mostrano anche fotografie spietate di magrezze impensabili e con modelle sottopeso. Nel mondo anglosassone esistono dall'inizio del nuovo millennio, ora, daver fatto proseliti negli Stati Uniti, sono ora sbarcati in Italia. Un appello ai media e alla società italiani perché mettano in guardia gli adolescenti dall'ultima trappola della Rete è stato fatto dal vicepresidente del Comitato nazionale di garanzia Intenet e minori, Daniele Damele.
"Ho fame - scrive un'anoressica su un blog ospitato da uno dei siti - ho lo stomaco che implora: dai, anche solo un quarto di mela, anche solo un quarto di mela tagliato in due come ai vecchi tempi! Dai, un limone! Almeno succhia un limone! Accidenti a te, fa qualcosa! Non puoi lasciarmi così. Ma io non lo ascolto e tiro avanti. Voglio essere diversa da come sono ora, a tutti i costi e presto". I siti pro-Ana pullulano di testimonianze, lettere e poesie, sintomo evidente di una necessità di comunicare il malessere.
Il confine tra chi dice di voler mettere in guardia dal pericolo dell'anoressia e chi invece promuove gli inni al non mangiare è spesso labile. Del resto, bastano i nomi di certi siti per capire con chi si ha a che fare. Da qui, dunque, l'invito ad una maggiore attenzione da parte dei genitori per un fenomeno che rivela però anche la grande solitudine in cui versano molte delle giovani.
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In Italia 3 milioni di persone sono colpite direttamente da anoressia, bulimia e disordini alimentari. Mentre le associazioni che si occupano di aiutare i giovani a guarire da questi gravi problemi faticano a farsi conoscere, aumentano ogni giorno nel web siti che promuovono la magrezza come modello di vita. Nonostante i molteplici tentativi di arginare questo preoccupante fenomeno, i navigatori che accedono a questi siti rimangono ancora troppi. Le scrivono, la disegnano, la invocano perché vogliono assomigliare il più possibile alle magrissime modelle di New York. Sono le seguaci di Ana, la musa dell'anoressia, che predica "Dominerai il tuo stomaco, mentre gli altri saranno schiavi della loro fame"
"Non ti preoccupare, ecco cosa devi fare quando ti viene fame: pensa a qualcosa di schifoso, tipo pulire il water o la lettiera del gatto."
Sembra proprio che da molti l'anoressia non sia più considerata "soltanto" una malattia, ma che avere dei disturbi alimentari sia diventato trendy. Soprattutto negli States, ma anche in Italia, sta dilagando infatti la moda dei movimenti pro-Ana: gruppi di persone che comunicano in rete dandosi consigli su come "perdere un altro mezzo chilo", come liberarsi dalla fame e come vomitare senza che nessuno se ne accorga. Perché, come recita il primo dei "Thin Commandments" (comandamenti per essere magri) di Ana religion (si chiama davvero così) "Essere magri è più importante che essere in buona salute".
Secondo questa dottrina le nuove muse della magrezza femminile si chiamano Ana (anorexia) e Mia (bulimia), mentre ED, che sta per "Eating Disorders" (problemi alimentari) è il dio che ispira i ragazzi. Ma Ana ha anche il suo credo, i suoi salmi e, naturalmente, le sue preghiere. Il principio portante della filosofia di Ana, Mia ed ED è la "thinspiration" ("thin" significa "magro") e può essere riassunto nell'imperativo: "vivi più a lungo, non mangiare".Il segno distintivo di appartenenza a questa comunità è un braccialetto (rosso per le anoressiche, porpora per i bulimici e nero per i depressi), il cui costo può variare dai 3 ai 20 dollari. E si compra online, naturalmente. Follia vera e propria, ma gli studi fatti parlano di un numero fra gli 8 e gli 11 milioni di persone influenzate dal movimento Pro-Ana negli States, mentre in Italia sarebbero 500.000 le ragazze che partecipano a blog a favore dell'anoressia, raccontando con fierezza i risultati raggiunti: "Oggi ho saltato la colazione e credo che lo farò sempre più spesso, perché la mattina non ho mai fame. Anzi, invece di mangiare, da domani andrò a correre." Oltre ai "consigli" per resistere alla tentazione del cibo, questi siti sono tappezzati di foto di modelle magrissime (la più amata sarebbe Kate Moss), promuovono la vendita di prodotti anti-fame e dispensano motivazioni valide per continuare a dimagrire: "Dai, continua, vedrai che presto non avrai più bisogno di usare contraccettivi e poi stai sicura che tutti si congratuleranno con te per la tua magrezza e saranno gelosissimi." Considerati illegali, questi siti vengono continuamente oscurati, ma nonostante ciò nascono come funghi anche perché le menti che ci sono dietro dichiarano un intento filantropico, quello di "aiutare chi soffre di questi problemi ad accettare la propria condizione." "I siti sorti un po' dovunque che ostentano e pubblicizzano l'anoressia sono un delirio" - afferma Fabiola de Clercq, presidente dell'Aba, l'associazione per la ricerca sull'anoressia, la bulimia, l'obesità e i disordini alimentari, - "è incredibile, questi siti hanno circa 500mila contatti al giorno e sono tenuti da persone che sono affette da una vera e propria malattia. Credono di essere sane, in realtà sono gravemente malate e non si accorgono della loro patologia. Andrebbero tutti chiusi all'istante. L'Aba, l'associazione aperta nel 1991 e diffusa in tutt'Italia, segue oltre 900 pazienti al mese affetti da questo male nella sola zona di Milano."









(come dice sempre mia nonna...

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Lì riportava anche i fattori familiari e certe caratteristiche di personalità.