ciao a tutti
sto seguendo una ragazza che ha degli attacchi di panico molto forti come scompenso di un trauma, la separazione dal ragazzo. ora da quello che sono riuscito a ricostruire e a ridargli mi da l'idea che lo scompenso sia il frutto della invalidazione dello scopo della protezione e che quindi "l'arco fobico" si sia squilibrato tutto sul versante dell'autonomia lasciando assolutamente disorientata producendo panico. ora il suo ipercontrollo sulle emozioni la fa valutare l'ansia e soprattutto i sintomi correlati in modo catastrofico. il problema è che lei ha una fobia assoluta della morte, ha paura soprattutto di cosa ci sarà dopo e si pone domande del tipo "che senso ha vivere se poi dobbiamo morire"
io non so bene come fare anche perchè oltre che mettere in discussione le sue idee non vado, non riesco, insomma ad entrare su di un piano più morale ed esistenziale!
chi può darmi una idea è assolutamente il benvenuto
grazie a tutti
lu







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