L'annuncio del ministro della Salute: il governo intende apportare modifiche alla 180, ventotto anni dopo.
Scettica l'associazione degli psichiatri: "Non sarà
una nuova normativa a far funzionare i servizi del settore"
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ROMA - "Credo sia giunta l'ora di mettere mano alla legge 180". Il ministro della Salute Francesco Storace ha così annunciato, a margine della cerimonia di insediamento del nuovo presidente della Croce Rossa Italiana, la volontà di modificare la legge Basaglia sulla tutela del disagio mentale. Il ministro ha detto: "Non voglio mettere in discussione l'impalcatura della legge, ma dopo 30 anni credo ci siano cose che vanno riviste per dare una prospettiva di maggiore sicurezza alle famiglie". E le modifiche alla legge, si affretta poco dopo a precisare il portavoce di Storace Pierguido Cavallina, "saranno precedute da un'ampia, seria e approfondita consultazione con tutti i soggetti interessati".
Dello stesso avviso il sottosegretario alla Salute Elisabetta Alberti Casellati, che, pur ritenendo la riforma Basaglia "fondamentale per il reinserimento nella società dei malati di mente", individua però nella legge 180 alcune carenze: "Quella che è mancata negli anni - ha detto - è stata la creazione di strutture intermedie nel territorio tese a garantire un passaggio equilibrato del malato dalla fase acuta della sua condizione alla successiva socializzazione".
Scettici gli psichiatri: per Carmine Munizza della Società Italiana di Psichiatria "è fondamentale mettere mano alle attuali disfunzioni del sistema attraverso progetti-obiettivo mirati, piuttosto che pensare ad un intervento sulla legge 180", considerato che "non sarà certamente una nuova legge a garantire che i servizi nel settore della psichiatria funzionino".
Per il verde Paolo Cento "per fortuna il governo ha i giorni contati e i propositi di Storace non possono essere relizzati. Quello che preoccupa - aggiunge - è il nuovo tentativo di speculare sul dolore di migliaia di persone che quotidianamente si confrontano con il disagio mentale". Gli fa eco Marco Rizzo dei Comunisti Italiani, secondo cui "il governo Berlusconi ha già dato ampiamente prova di essere reazionario e pericoloso. L'esperienza del professor Basaglia è un patrimonio importante che ha aperto nuovi orizzonti alla scienza medica".
La legge 180, meglio conosciuta come "legge Basaglia", è stata approvata ed è entrata in vigore nel 1978, ed è passata alla storia come il provvedimento che ha chiuso i manicomi in Italia. Essa ha vietato le nuove ammissioni in manicomio e sancito che non si costruissero più ospedali psichiatrici. Dal 1978 in poi, così, sono stati vietati nuovi ricoveri e si sono istituiti i centri d'igiene mentale (prima dell'entrata in vigore della legge, invece, bastava una firma del medico per rinchiudere per sempre in manicomio un malato considerato pericoloso "per sé e per gli altri"). Più volte nel nostro Paese le associazioni dei familiari dei malati hanno cercato di mettere in evidenza le carenze assistenziali e di personale.
In pratica vuole riaprire i manicomi (ovviamente cambiandogli il nome per non far vedere che abolisce la riforma Basaglia).
Si e' accorto che molti genitori sono in difficolta' dopo che gli psichiatri si sono occupati dei loro figli. Questi figli diventano invalidi e ai genitori resta il peso di doversi occupare dei figli.
Il Ministro al posto di concludere che la psichiatria roviana la gente cosa propone: quella di mandare i figli in posti da dove non usciranno mai piu' e dove saranno rovinati per sempre. Pero' la sanita' potra dire che si stanno occupando dei loro figli.
La cosa molto preoccupante è che vi è il rischio che i genitori non si accorgano di quanto stia accadendo. Per loro effettivamente la situazione attuale è un problema e penseranno che questa sia una soluzione.
I problemi invece si risolvono eliminando la causa.
Capisco che questa affermazione sia difficle da comprendere a chi si occupa di psichiatria. Infatti in psichiatria sostengono di curare la gente senza sapere la causa della sedicente malattia (cosa assurda).
Se la causa delle malattia mentale e' la psichiatria allora e' sulla psichiatria che bisogna intervenire.
Dovrebbe essere che ogni qual volta uno psichiatra rende invalido (o anche crea un minimo danno) sia condannato in maniera esemplare e sia tenuto al rimborso di tutti i danni.
Invece no. gli si dice pure che è stato bravo. In effetti ha raggiunto uno dei suoi scopi (si è procurato un cliente a vita).
Dobbiamo smetterla di accettare queste cose. Non è possibile che gli psichiatri creino malati e trasformano persone sani (o con lievi problemi) in rottami.Non dobbiamo accettare che si facciano ancora piu' belli perché aprono le strutture dove mettere il risultato del loro lavoro dannoso: non vi è assolutamente bisogno di posti dove posteggiare i rottami del loro operato!![]()
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