Sono rimasta sconvolta da una notizia che mi piacerebbe commentare con voi: Engeline de Nysschen si è resa colpevole di infanticidio nei confronti di Jandre, 4 anni, figlio della sua compagna, Hanelie Botha, alla quale si era unita in matrimonio gay. Non era la prima volta, a quanto pare, che il piccolo subisse dei pestaggi ma l'ultimo gli è stato letale... e tutto ciò perchè il piccolo non chiamava "papà" Engeline! La notizia è stata commentata da Maurizio Blondet che ne riporta la fonte: Baldwin Ndada, "Lesbian couple guilty of gruesome murder", IOL, Sudafrica, 23 marzo 2006.
A quanto pare, è stato riferito da due dipendenti della coppia, la madre naturale del piccolo non è accorsa in sua difesa... come si può assistere al massacro del proprio bambino, al quale sono state fratturate entrambe le gambe, la pelvi, le vertebre del collo, le mani e la scatola cranica, con conseguente danno cerebrale, senza muovere un dito?
Come fa un bambino, che ha già un suo padre naturale, a chiamare papà una donna? Immagino la sua confusione... ma dover morire per questo rende, a mio avviso, ancora più orribile la notizia della sua morte.







sia per il movente che ha spinto la donna a picchiare un bambino di 4 anni fino alla morte, sia per il fatto che la madre non sia accorsa in suo aiuto, sia per il fatto che una donna abbia potuto fare del male ad un bambino indifeso riuscendo a procurargli la morte senza sentire il cuore spezzarsi insieme alle sue ossicine...
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ma non credo c'entri col caso in questione...la violenza non ha religione, razza, sesso, orientamento sessuale...