Da qualche tempo, sto mettendo al centro delle mie riflessioni e dei miei studi il corpo e l'importanza del corpo. Può darsi sia una "resistenza" mia, di fronte ad un corso di studi che mette l'accento sulla "mente". Ma, sempre più spesso, mi ritrovo a dare importanza al corpo, a questo "involucro materiale".
Bistrattato, spesso. Governato, altre volte. E, tuttavia, nonostante tutti i tentativi di imprigionarlo, riesce a far sentire la propria voce.
Sarà che (freudianamente parlando) le pulsioni sono forti, più forti delle remore e delle critiche.
Sarà che mi sembra manchi qualcosa, nella psicologia che leggo e che studio.
Fatto sta che mi piacerebbe confrontarmi con voi su questo tema: che importanza ha il corpo in psicologia? E, soprattutto, in una psicologia clinica che vedo sempre più "tirata" verso la dimensione "mentale", come se gli esseri umani fossero dei puri spiriti?
Buona vita
Guglielmo







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