per quanto ne so "clinico" significa "al letto del malato", quindi la psicologia clinica si occupa di condizioni patolgiche e probabilmente è per questo che i medici vorrebbero appropriarsene. Va da sé che chi fa psicologia clinica deve per forza saper fare psicoterapia.
Gli psicologi studano circa 11 ANNI per diventare psicoterapeuti (5 di laurea, uno-due tra tirocinio, e esame di stato, quattro di scuola di specializzazione in psicoterapia) e i medici? massimo 4 anni di scuola di specializzazione, privata o in psichiatria.
Come possono pretendere di avere abilità e capacità professionali simili a quelle di uno psicologo? Conoscete medici che fanno gli psicoterapeuti? secondo voi sono bravi in questa professione? Vi risulta abbiano guarito qualcuno o al contrario contribuito a peggiorare le situazioni con interventi sbagliati o cronicizzandole?
Secondo me è uno scandalo che lo stato tolleri una tale disuguaglianza di formazione per fare la stessa professione.
E' uno scandalo che lo stato non si periti di far fare ai medici un esame di stato che pur con tutte le sue limitatezze, pure sarebbe un minimo di dimostrazione da parte loro di saper fare gli psicoterapeuti.
Sono convinta che la gran parte dei medici, se non tutti, dovrebbe essere abilitata a fare soltanto la TERAPIA DI SOSTEGNO (il famoso "sostegno" che ci si sono degnati di consentirci con la legge 56/89) e basta, perchè la psicoterapia più impegnativa sono incapaci di farla e rovinano perciò un sacco di gente.
Personalmente ho conosciuto più di un medico psichiatra o psicoterapeuta che per la psicoterapia era parecchio negato e avrebbe fatto molto meglio a non esercitarla.
Ovviamente non sto parlando di cure farmacologiche; quando ci vogliono sono sacrosante e devono essere i medici a prescriverle, ma medici che pretendono di fare tutte e due le cose, curare con i farmaci e le parole no, non sono d'accordo. Sono due campi troppo diversi per poterli approfondire molto e specializzarsi pertanto in tutti e due. Bisognerebbe essere geni, ma non mi risulta che neppure Einstein eccellesse in due campi lavorativi molto diversi.
E qui ovviamente si parla di salute delle persone non si può lasciare alla approssimazione, chi vuole fare psicoterapia deve "specializzarsi" cioè cercare quanto più può di approfondire quel ramo di conoscenze. Non mi risulta che chi fa il ginecologo si metta a fare il dentista, non capisco perchè chi si specializza nell'uso dei farmaci pretenda di essere ugualmente bravo nell'uso delle parole.
Sarebbe meglio che psichiatri e medici lavorassero "in parallelo" con gli psicologi, comunicando, collaborando magari, ma ognuno nel rispetto delle proprie competenze.







Rispondi citando

mi raccomando! e soprattutto cerca di informare più colleghi che puoi, secondo me solo se saremo uniti otterremo qualcosa !
riguardo alla situazione della nonna e di aver tirato fuori la ricaptazione della serotonina "così gli ho fatto vedere che io non studio cazzologia". Io credo che così facendo gli abbia fatto capire proprio il contrario: se io psicologo o neuropsicologo mi trovo a lavorare in equipe con medici è pur ovvio che sarò avvantaggiato se ho nozioni di medicina e riesco ad utilizzare una terminologia appropriata ma, se stiamo collaborando io porterò il mio contributo che deriva dalla professionalità dello psicologo. Posso citare la ricaptazione della serotonina, ma poi se non so quali sono i correlati emotivi, funzionali, cognitivi di questo processo che ne parlo a fare? Al medico farà piacere che io sappia cos'è ma dopo che se ne fa di uno psicologo che parla il "medichese" senza, nella maggior parte dei casi, cognizione di causa)? C'è il collega neurologo per questo che ne sa 20 volte più di me sulla ricaptazione che ne so sicuramente meno anche di un medico non neurologo. Porto l'esempio della neuropsicologia dove il problema è appunto la sovrapposizione di competenze e il semplice prefisso "neuro" è solo una delle tante cause