Salve, volevo un parere dagli psicologi del lavoro sul come interpretare la mossa economica del governo derivante dalla vendita della cittadinanza italiana, bastano solo 5 anni di lavoro per acquistarla, meno di un corso universitario è circa 1/6 del tempo di un mutuo di una casa..... stando così possiamo affermare che schumacher, cafu, seedorf, nedved, ecc. sono tutti nostri connazionali? quello che non capisco di questa strategia di svendita della cittadinanza è se è un semplice modo per battere cassa oppure tutto un tornaconto di voti?
diamo per assodato che questa legge è priva di senso per i cittadini dell'unione perchè scontato che nessun tedesco, francese, inglese venga qui a lavorare 5 anni con la speranza poi di usufruire dell'inps italiano! quindi domando ai colleghi del lavoro:"a quali popoli è svenduta la cittadinanza italiana?" i primi saranno i rumeni, i secondi gli albanesi, i terzi gli islamici, i quarti gli africani/asiatici...
pensare che la cittadinanza venga venduta a degli scienziati dell'est che lavorano nella ricerca in italia è una vera chimera dato che la ricerca non esiste in italia... pensare che la cittadinanza venga data ai miliardari americani o giapponesi che lavorano in italia sembra più un utopia che una chimera...
per queste ragioni chi scrive ha interpretato la svendita della cittadinanza solo come una mera manovra che serve poi a portare voti alle elezioni.... ma secondo voi quali saranno le ripercussioni sul piano sociale di questa svendita dell'italianità nel mondo? siamo già 55 milioni e le ricchezze sono scarse, molti di noi del sud sono costretti ad emigrare in germania per un piatto di minestra e magari quando stanno in un bar italiano ad amburgo gli si avvicina un indiano e gli dice:"ciao paesà!"
Tante complicazioni, i nostri parlamentari facevano prima a fare come fa israele.... bastava fare una legge che dice:"tutti quelli di religione cristiana ovunque siano nel mondo si possono ritenere cittadini italiani!" a mio avviso avrebbero fatto più bella figura....






