..Cari colleghi, secondo voi che effetto può avere sul paziente ( e sul potenziale passaparola tra pazienti) il non far pagare la prima consulenza...ho avuto una discussione in merito con un collega, e vorrei sapere cosa ne pensate e se qualcuno adotta questo "modus operandi"...![]()







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, d'altronde, non facendo pagare la prima consulenza, la si "sminuisce" rispetto al grande valore che può avere in un percorso conoscitivo, anche se il cliente decidesse di non intraprenderlo: infatti la prima consulenza dallo psicologo non è come quella del commerciante o di atri professionisti, dove si tratta di un incontro informale semplice, che serve giusto per un preventivo sui costi. La prima consulenza di uno psicologo è invece una consulenza a tutti gli effetti, è qualcosa di serio e impegnativo a livello emotivo-relazionale, sia per lo psicologo, che mette in gioco subito e pienamente le sue competenze (ascolto attivo, empatia, accoglienza e accettazione incondizionata, ecc, il che non è uno scherzo) sia per il cliente, è il momento in cui inizia a stabilirsi un'alleanza terapeutica (cosa delicatissima che richiede fior di competenze), inizia l'analisi della domanda, e soprattutto il cliente va via con qualcosa, perché non si è fatto solo una "chiacchierata" , ma ha innescato un' autoesplorazione, ha ricevuto una chiarificazione, ha iniziato a "mentalizzare" sospendendo l'agìto...roba preziosa, che il cliente non trova "al bar" o sfogandosi con l'amico, roba mica da niente, e in quanto tale si paga
. Certo, sta allo psicologo far emergere tutte le potenzialità insite nel primo colloquio, rispettando la ''regoletta'' di Semi, che in un colloquio il paziente deve ricevere almeno quanto ha dato