Scusate il titolo un po' oscuro, ma non sapevo come intitolare questo mio intervento. Da un po' di tempo mi sto interessando alla diagnosi neuropsicologica delle demenze; oggi una delle funzioni principali e comuni del neuropsicologo è proprio quella di giungere ad una diagnosi più precisa di demenza, di poter accennare ad un Alzheimer probabile e quindi di predirne la prognosi. Però tra non molto si svilupperanno (speriamo) i nuovi metodi di diagnosi, basati su prelievi spinali per verificare la presenza di determinate proteine, tecniche di bioimmagine etc. Quindi, secondo voi, qual'è il futuro del neuropsicologo in questo campo? O meglio: avrà un futuro? A voi la parola.







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