Ciao a tutti. Sono studente di psicologia presso l'università di Pavia e, leggendo vari post riguardo agli sbocchi professionali, non ho potuto fare a meno di scrivere questo post.
Continuo a leggere di persone che si lamentano e rattristano per il fatto che non trovano lavoro, inviano curriculum a destra e a manca, fanno volontariato di qua e di là, educatori/trici, ecc.
Bene qua vorrei chiarire un paio di punti:
-Ma quando decidevate di iscrivervi a psicologia eravate perfettamente consapevoli di quale carriera andavate a intraprendere?
PSEUDO-RISPOSTA: Io penso proprio di no; infatti chi considera una laurea di psicologia identica ad una laurea in economia(ad esempio) non ha le idee ben chiare di quello che vorrà fare! Se ti laurei in economia tu diventi cibo per pescecani, ovvero: io sono qui, sparo un po di cv in giro e qualche lavoro ben pagato lo trovo. Ma psicologia è diversa!! Noi dobbiamo essere propositivi, audaci e creativi proprio per la nostra tipologia di lavoro. Non è nostro destino diventare impiegatucolo per 700euro al mese. Ma avete studiato 5 anni e oltre per fare qualcosa che puoi benissimo intraprendere con licenza media? Vedo tanti educatori in giro... perchè non avete fatto la laurea in educatori allora?Andiamo oltre: nel 70% dei post ho letto "ho provato a mandare cv alla determinata azienda ma nulla da fare!". Ora... stiamo scherzando?! Con questa mentalità da bradipo il lavoro non lo trovi nemmeno se preghi in cinese!! Se si agisce in questa maniera non sei altro che uno "dei tanti fogli di carta accumulati su una polverosa scrivania". E' necessario essere brillanti nel nostro mestiere, consegnare a mano il cv, esprimendo il nostro fermo desiderio di fare qualche chiacchiera sulle motivazioni che ci hanno spinto in quella clinica/centro/azienda. E questa deve diventare un'abitudine!! Ma dico io, su 100 che fanno domanda ne devono scegliere 1; prova a convincerli, fai colpo, lascia un segno o veramente sarai uno dei tanti. Pensi davvero che scelgano te in base a come stendi il cv? Certo, può essere un aiuto. Ma occorre "impressionarli".
Continuando ad accettare mestieri che nulla hanno a che fare con la nostra professione (perchè di professione bisogna cominciare a parlare) mi spiace ma non fate altro che distruggere la figura dello psicologo. Le ditte vedono che un sacco di psicologi arrivano nei call center, nei centri sociali a lavorare per un tozzo di pane e allora continuano nella loro condotta e lo psicologo si svaluta, proprio come se fosse una merce di scambio inflazionata. Se vi svendete così, senza iniziativa, senza idee, pensando che il lavoro vi cada dal cielo...allora io penso che non sapevate e non sapete nemmeno ora cosa vi piacerebbe veramente intraprendere.
Lo strumento per eccellenza dello psicologo è il colloqui clinico; quali sono i lavori che ci permettono di attuarlo nella maniera migliore? Questi sono gli ambiti verso i quali, a mio avviso, uno psicologo deve puntare:
1)Studio privato da psicologo o psicoterapeuta
2)Strutture sanitarie di qualsiasi tipo (pubbliche o private)
3)Centri benessere
4)Consulenze di vario tipo per imprese(tra queste comprendo anche il settore HR, ovviamente tenersi alla larga da ruolo di selezionatore che devasta completamente il ruolo di psicologo), agenzie pubblicitarie e di comunicazione ( quale miglior comunicatore dello psicologo?), centri sociali, comunità e cooperative.
I settori citati al punto 4 li ho elencati come "consulenze" per il fatto che non sono proprio lavori "sufficienti" per soddisfare la "voglia psicologica di uno psicologo (scusate il pasticcio) ma possono costituire benissimo delle fonti secondare di reddito! Ma attenzione: molti di voi sbagliano perchè ambiscono proprio alle professioni del punto 4 e diventano semplici dipendenti facendosi fregare e distruggendo la figura professionale. Non fraintendetemi: è bellissimo lavorare in comunità o in centri per disabili ma il dramma è quando accettate di lavorarci come assistente sociale o semplice operatore! Dovete proporre progetti, se decidete per le professioni 4 e stare molto attenti: è lì che si annida l'inghippo!
Questi, secondo me, sono gli sbocchi naturali per un appassionato di psicologia. Questa laurea non deve servire a "trovare lavoro" ma a praticare la professione di psicologo: se si va avanti a farsi trattare da pezze da piedi non si andrà da nessuna parte.
Scusate lo sfogo, ma non sopportavo più discussioni del tipo "Se tornassi indietro farei qualcos'altro" ecc.
Saluti!







) ma possono costituire benissimo delle fonti secondare di reddito! Ma attenzione: molti di voi sbagliano perchè ambiscono proprio alle professioni del punto 4 e diventano semplici dipendenti facendosi fregare e distruggendo la figura professionale. Non fraintendetemi: è bellissimo lavorare in comunità o in centri per disabili ma il dramma è quando accettate di lavorarci come assistente sociale o semplice operatore! Dovete proporre progetti, se decidete per le professioni 4 e stare molto attenti: è lì che si annida l'inghippo!
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