Ciao a tutti!
Sono alle prese con una scelta difficile, non riesco a venirne fuori. Ho pensato di chiedervi un'opinione..qualche parere in più non fa mai male, soprattutto se siete giovani psicologi alle prese con la dura realtà del mondo lavorativo!
Mi sono laureata 1 anno fa, v.o, indirizzo clinico. Sto facendo un master. Non sono ancora abilitata.
Al termine del tirocinio ho iniziato a inviare curriculum e a fare volontariato, come molti di voi. Nessuna risposta, se non qualche offerta come baby sitter![]()
Ho contattato l'ennesima cooperativa. Mi hanno offerto un lavoro/ formazione in una regione diversa dalla mia per la durata complessiva di un anno e mezzo, periodo dopo il quale verrei inserita in un progetto lavorativo nella mia città. Questo progetto consiste nell'apertura di un centro equivalente a quello dove farei formazione.
Verrei assunta da subito a contratto a tempo indeterminato (stipendiata anche durante la formazione), tutto spesato (appartemento).
Lavoreri con i bambini affettei da encefalopatie (dall'autismo alla tetraplegia, passando dal ritardo mentale ai disturbi dell'apprendimento): valutazione neurologica ( motricità, valutazione intellettiva, udito etc.).
Zero psicologia. Ma proprio niente! Il bambino autistico ha una disorganizzazione neurologica e stop. Nessun problema affettivo etc.
Mi sentirei decisamente "castrata" avendo una formazione clinica. E' anche vero che avrei l'opportunità di imparare un sacco di cose nuove, accantonando però quella che è la mia passione per almeno 3 anni (1 e mezzo di formazione + 2 di lavoro). Ciò significa niente scuola di specializzazione e niente abilitazione...a meno che non riesca a studiare nel w-e, ma la vedo dura.
Pareri?
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