Salute a tutti, mi chiamo Nazareno ed ho bisogno di riordinare le idee.
Sono iscritto al secondo anno del corso in scienze psicologiche del lavoro ad Urbino ed il mio concetto di università è quantomeno nebuloso.
Vivo e lavoro a circa 400 Km dall’università, il che comprensibilmente mi impedisce di seguire le lezioni o partecipare in qualche modo alla vita universitaria, ad eccezione forse delle fievoli eco che si colgono sul sito.
Appartengo mio malgrado a quella classe di studenti 'toccata e fuga' che come fantasmi abitudinari compaiono in facoltà solo in occasione delle sessioni d'esame, aggirandosi per aule e corridoi con l'aria di turisti in visita ad una galleria d'arte, ingenuamente convinti che il programma depositato dal docente non abbia subito variazioni e che la bibliografia indicata sia rimasta invariata.
Da cinque giorni ho lasciato la provincia di Ancona per quella di Firenze e da cinque giorni pedalo per la città in cerca di un lavoro che mi permetta di sopravvivere; al contempo tento di preparare come posso tre esami fissati per giugno. Il cambiamento è stato destabilizzante: il tentativo di orientarsi in assenza di ogni riferimento e l'ansia crescente per la ricerca di un'occupazione mi sottraggono energie, che sembrano esaurirsi lentamente ma inesorabilmente come il mio conto in posta.
La mia prima vocazione fu l’arte, ed un tentativo rovinosamente fallito di frequentare l’Accademia di Belle Arti rese evidenti problematiche che non potevano più essere trascurate, per risolvere o attenuare le quali decisi (decisero, decidemmo) di ricorrere alle cure di una psicoterapeuta.
L‘analisi – durata oltre sei anni e terminata da poco più di un mese – mi ha fornito alcuni strumenti attraverso i quali procedere in autonomia lunga la strada del mio progresso, oltre che salvarmi da un misero destino. Durante quelle sedute è maturato il mio interesse per la psicologia e la psicoanalisi, come la decisione di fare dello psicologo il mio mestiere, nel limite delle mie possibilità. Sperando di non sembrare eccessivamente patetico sono costretto ad ammettere che la necessità di dover provvedere integralmente a me stesso non mi agevola sul versante universitario, anche perché i miei vari impieghi sono stati quanto di più lontano da questo si possa immaginare.
Fatto più inquietante, non ho alcuna idea di come si possa esercitare la professione una volta raggiunta la laurea, quali percorsi, quali opportunità.
Credo di non sapere nemmeno esattamente a cosa mi abiliti il corso di laurea, che tipo di figura delimiti e con quali mansioni, ad eccezione delle poche righe del prospetto che lessi al momento dell’iscrizione, alla voce ‘sbocchi occupazionali’. É imbarazzante.
La mia terapeuta ha cercato di sospingermi verso una qualunque laurea triennale in psicologia, sostenendo che comunque ‘non sarebbe servita ad altro che a compiere il primo passo verso una futura abilitazione al lavoro, perché il mestiere non si impara sui libri’. Probabilmente ha ragione, ma al momento cerco di reagire alla confusione ed alla sensazione di scarsa formazione costruendomi da autodidatta uno scheletro teorico, fatto di letture extra-scolastiche sulla storia della disciplina, gli approcci, le procedure e le dinamiche varie ed eventuali. Se solo i libri costassero meno.
Per il momento è tutto. Se qualche residente nella provincia di Firenze avesse del lavoro da offrirmi non esitate a contattarmi
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..crepi!