Ciao ragazzi, ho una curiosità.. esiste ancora il setting analitico "paziente" straiato nel lettino e analista alle spalle?
Non sembra troppo facile parlare alle spalle di qualcuno? Penso che non bastino le semplici parole per esprimere empatia :huge:, disappunto, stupore, soddisfazioni, dubbi, complicità, fiducia, umorismo, rabbia
, comprensione :wink:... dove sta il bel faccino dell'analista? Sarà la paura di far scoprire che anche lui è "uomo"?
buon faccia a faccia a tutti







, complicità, fiducia, umorismo, rabbia
, comprensione :wink:... dove sta il bel faccino dell'analista? Sarà la paura di far scoprire che anche lui è "uomo"?
buon faccia a faccia a tutti
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Può darsi che abbia detto una stupidata ma questa è l'interpretazione che ho sempre dato al setting analitico!
Il setting psicoanalitico classico si basa sulle libere associazioni che il paziente produce durante la seduta e sulla loro interpretazione. Lo psicoanalista di solito non è direttivo e parla piuttosto di rado. La situazione così descritta è in grado di far regredire l'io del paziente e di fargli sperimentare una nuova nevrosi indotta dalla situazione psicoanalitica, che è la riedizione attuale di una relazione arcaica.
è difficile. Ciò va valutato sulla base di una serie di indicazioni/controindicazioni oltre che dal punto di vista della relazione costo/beneficio.