ha ragione perche' continuamente cambio d'umore (non esiste persona piu' lunatica di) e perche' sono piuttosto inaffidabile (nel senso di poco organizzata), ma oggi mi ha trattato malissimo. premetto che abitiamo a 80 km di distanza, stiamo insieme da 4 anni, siamo entrambi fedeli e ci vediamo solitamente nel weekend quando io vado da lui. oggi quando ha saputo che per l'ennesima volta ho perso il treno e dopo giorni in cui sono stata davvero antipatica ed umorale all'inverosimile, mi ha chiuso la telefonata e mi ha detto di fare come mi pare (se andare da lui o no, ma si capiva bene che era arrabbiato). poi ci siamo risentiti e mi ha detto che io non posso condizionargli la vita (sia nella pratica che negli sbalzi mentali), che in fin dei conti a casa sua non facciamo mai nulla e che io faccio l'ospite, che sono bugiarda e gli mento, che e' stufo e che sono io che l'ho voluto. invece io sento che lui non riesce a capire assolutamente il mio bisogno di appoggio emotivo ma si sente maltrattato e pensa che io sono una lamentona stressandolo e riversando su di lui stati d'animo in cui non c'entra assolutamente (in particolare da un po' di tempo m'innervosisce la faccenda che vorrei assolutamente andarmene di casa ma non posso affatto permettermelo, ecc). lui mi rinfaccia che sono capricciosa, pretenziosa e vedo tutto con le ali della fantasia mentre la realta' e' un'altra e comunque dura per tutti. insomma proprio non recepisce i miei bisogni emotivi di appoggio e comprensione. va bhe', comunque ci siamo salutati con un ciao e frasi in tono d'addio (entrambi reciprocamente atterriti e frustrati ma convinti dell'errore altrui). non ditemi "parlate, parlate" perche' tanto lui vede solo ed esclusivamente il suo punto di vista...io so solo che adesso sarei potuta essere fra le sue braccia mentre invece questa notte saro' sola nel mio letto a piangere. lui dice anche che si e' stancato anche del fatto che io cambio sempre le carte in tavola (sul vengo/non vengo ed i rispettivi orari che spesso cambio e rimando) e cosi' lui non puo' organizzarsi la giornata in modo programmato (finendo per lo stare sempre in casa...mah????). comunque sia ora e' in corso una guerra fredda non da poco, nel senso che so bene che lui col suo orgoglio di certo non si rifara' vivo per primo. io d'altro canto rimugino, soffro e mi sto tenendo le mani legate per non chiamarlo perche' sono stufa di dovere sempre fare io il primo passo. adesso forse e' meglio fare sbollire un po' le acque e comunque stavolta voglio che sia lui a farsi vivo e scusarsi. voi cosa dite? :-(







non devi prendertela , magari con piu lucidità riesci a comprendere che anche lui un po di ragione ce l ha a comportarsi cosi...prendila come spunto per riflettere , per fare in modo che questi ritardi non vi siano , prendi il treno 2ore prima
soprattutto lascia perdere tattiche di orgoglio varie , non sono la soluzione al problema che credo a questo punto sia di incompatibilità a venirsi incontro e/o scarse capacità organizzative...
anche l'altro ha le sue esigenze.
riconoscendo che stavolta aveva ragione, ma il motivo è che mi faccio prendere dalla paura legata alla distanza, io e lui viviamo a 1000 km di distanza (non ad 80 km), le occasioni per vederci sono pochissime e nei prossimi mesi diminuiranno ancora di più, quindi ieri mi son lasciata prendere da tutto ciò. però sono anche quella che lo ascolta quando è lui ad essere giù e ad avere bisogno di conforto, di consigli, cercando di dargli qualche dritta, utile per le sue difficoltà lavorative e ti garantisco che ho passato ore infinite ad ascoltare i suoi sfoghi, alle ore più assurde...con questo non voglio mica fare la martire, è solo che nei rapporti di coppia ci dev'essere reciprocità, devi cercare di metterti nei suoi panni, se lo facessi ti renderesti conto che il tuo ragazzo tanto torto non ce l'ha.