Salve a tutti, sono Deanna ho 42 anni e vengo da Prato.
Girando per internet ho trovato questo forum, e mi sono registrata appositamente per parlare della storia di mio figlio, uno stranissimo “caso” che non si riesce risolvere da anni ed è tuttora irrisolto. Devo premettere che mio figlio delle volte si poneva il problema di come si faccia a vomitare, ma fin lì non mi preoccupai perché era da quando aveva 3 anni che non si sentiva male, quindi non si sarebbe ricordato di niente di cosa si sarebbe provato. Faceva la quarta elementare, e tutto cominciò precisamente la domenica del 2 novembre 2003, in cui mio figlio si prese un’influenza. Chiamai i suoi quattro cugini, visto che mio figlio aveva il morale giù e doveva anche finire i compiti, ma finì che lo dovetti aiutare io. Quando li faceva non mostrava tanta attenzione e cominciava ad essere sempre più pallido, fino a quando si alzò in piedi improvvisamente dicendomi che era un po’ frastornato (non sapendo che si fosse beccato un’influenza, la sua cera dava l’impressione che fosse in ballo ad uno svenimento), poi mi ha detto di condurlo giù fino ad arrivare in cucina, è li appunto si sentì male e così vomitò due volte e sembra che dopo non si sia sentito meglio, anzi, si mise a piangere ed era tutto impaurito e tremolante. I suoi cugini capirono che non era una buona situazione e di tornare a casa. Io ero un po’ preoccupata, e mi chiedevo perché fosse stato così turbato per una cosa così banale, e gli dicevo di non preoccuparsi. Dopodiché si addormentò ed il giorno seguente lo portai a casa di mia madre che distava a pochi metri da casa nostra, perché dovevo andare a lavoro. Tornata da lavoro trovai mio figlio senza più nulla ed in buonissime condizioni, e dopo qualche giornata di riposo lo feci tornare a scuola. Tutto andava bene, ma sfortunatamente le stesse cose si ripresentarono improvvisamente in prima media, in cui mi chiamava continuamente con il telefono esigendo di essere portato a casa perché credeva di sentirsi male, ma una volta arrivato non aveva più niente. Poi ricominciava, e tutte le volte gli sembrava di avere questi disturbi mentre invece non aveva niente. A lui sembrava totalmente reale quello che accadeva, e moltissime volte ha marinato la scuola credendo come sempre di sentirsi male, rischiando la bocciatura. Per fortuna gli andò bene, e riuscì ad essere promosso. Giunti in seconda media, riprese ad andare a scuola, ma gli sembrava molto difficile, quindi smise per l’ennesima volta facendo ancora una montagna di assenze. Ricominciava, poi andava giù e smetteva. Ricominciava, poi smetteva, sempre così fino alla fine dell’anno scolastico, e viste le sue assenze che sarebbero state da bocciatura i professori gli inventarono un piccolo esame (diciamo un versione ridotta di quello di terza media), e lui essendo un ragazzo molto diligente lo fece con niente. Passati alla terza media, decidemmo di cambiare scuola con una suggeritaci da un professore, una scuola privata che avrebbe preparato alla licenza media con un orario molto ridotto in cui si avrebbe dovuto dare un esame insieme a dei ragazzi di un’altra scuola. Mio figlio fece tutto correttamente ma completò l’esame un pochino difficilmente, ma venne comunque promosso con buono. Adesso mio figlio è quattordicenne e siamo giunti a delle superiori, ma come si fa adesso? Voglio che frequenti la scuola normale come tutti, e che ritorni alla normalità perché tra poco sono ben quattro anni che la storia continua, e non voglio assolutamente che continui ancora. Ho girato ben cinque psicologi, che non hanno saputo dirmi niente di niente di come si possa rimediare, ed io sono letteralmente disperata. Ho sempre creduto in mio figlio, e mi ha detto che vuole tornare a tutti costi a scuola come una persona normale. Possiede un’infinità di doti ed è molto intelligente.
Sappiate anche che la storia che vi ho raccontato è molto sintetizzata, quindi non dubitate a farmi domande, io risponderò ad ognuna! Se qualcuno volesse rispondere lo faccia, accetto di tutto!
Grazie mille!!







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