Non nego che esista il diritto allo studio, ma esiste anche quello al lavoro.
Chi ci tiene e si impegna davvero alla fine passa il test. Magari non la prima volta che lo fa, ma sbagliando si impara, se ci tiene può ritentare l'anno dopo. Magari si prepara meglio e riesce. E se non riesce forse quella non è la sua strada (anche se ammetto che i test non siano strutturati in modo adeguato per determinarlo)...
Voglio dire: il nostro prof delle superiori ribadiva continuamente "questa non è la scuola dell'obbligo, chi non studia viene bocciato, e se sei bocciato due volte di fila non puoi più iscriverti..." . L'università non è per tutti. Non lo è la psicologia, come la medicina.