QUESTI DRAPPI
Ne scorgevo già il seno nudo, là in mezzo a tutto quello svolazzar di drappi.
Era un seno sincero, fiero e turgido. Eccitante e passionale.
Passionalità confermata dal vigore della mia erezione, impossibile da domare.
C'erano drappi di tutti i tipi, in quello strano posto....non ricordo bene che posto fosse...un magazzino di Cinecittà, un hangar, una chiesa sconsacrarta....comunque non ne riuscivo a capire il perimetro....era tutto occupato da drappi appesi chissà dove.
Però ho chiaro il movimento, il carosello di broccati, damaschi, canape, cotoni e velluti ricamati....e in mezzo, balenante, fugace,... la Donna Nuda.
Non riuscivo mai a coglierne la figura intera. Soltanto quando il balletto delle stoffe lo permetteva ne ammiravo un seno, un gluteo, il pube sicuramente umido, i capelli fluenti.....la schiena....Dio che bella schiena aveva....
Ma chi era? E cosa faceva? Il momento fu ipnotico, onirico, quasi malato...il ricordo è ancora annebbiato....un'artista sicuramente...forse ballerina ... forse pittrice...forse entrambe.
Si muoveva leggiadra, danzando col vento che percuoteva quella stanza, a tempo con il garrire dei drappi colorati.....
Ma, ecco....la memoria mi soccorre.... Intravvedevo una tela....si, dunque ella dipingeva...
...dipingeva un nudo di sè stessa ,....le dita tenevano sapientemnte il pennello e lo facevan vorticare con un ritmo quasi convulso....un processo tantrico di elevazione artistica....Lei era succube del pennello...un richiamo del desidero che la dilaniava....ansimava, sudava...
Io la volevo, il mio sesso pulsante la desiderava, volevo avvicinarmi....ma qualcosa mi bloccò.
Non eravamo soli in quella stanza.
Qualcosa di piccolo, saettante, sfuggente correva tra i drappi....si avvinghiava sui velluti rossi, scivolava sulle sete, giocava coi broccati.....e lei fermava per un momento la sua arte, guardava quella presenza e rideva: era un animale....un topo, anzi no: un criceto....si si proprio un criceto....
Lei delicatamente lo prese in mano, baciandolo, accarezzandolo,...ci parlava squittendo con lui.
Ed io ero geloso del criceto.
....Proprio in quel momento questi drappi fin'ora ostili, mi concessero una vista un po' più ampia, scostandosi all'unisono e per qualche secondo vidi i suoi occhi: forse teneri, verdemarroni, intensi...sicuramente eccitati....
La luce di taglio della stanza era ritmicamente disturbata dalla danze delle stoffe, ma riuscivo a nutrire il mio desiderio vedendo i capezzoli di quel seno guizzante,erano turgidi e di un rosa vivo; anche gli occhi si aprivano vogliosi, come mi parve - o forse immaginavo - anche il suo intimo odoroso...
.....dunque quella femmina, la Donna Nuda, cercava nell'arte e con l'arte di placare le sue voglie......
Ma io, io ....potevo farlo io.... potevo tuffarmi in lei, per realizzare la visione, per toccare con mano il corpo vibrante e vellutato...volevo avvicinarmi a lei, palesarmi...
...Ma....cosa stava facendo?
Poggiò il pennello sporco di colore da una parte, prese il criceto in mano, schiuse le gambe e se lo portò fra le cosce, accogliendolo nel mezzo del suo monte di Venere, .... il criceto si dimenava, voleva proseguire la sua corsa forsennata, ma lei, avida e padrone del povero animale, con le dita lo costringeva ad agitarsi sulla sua intimità umida,....e ne godeva...ne godeva....ne godeva....
Poi più nulla, il vento (ma da dove veniva questo vento?) spostò ancora i drappi coprendo quella visione assurda ed io che mi stavo avvicinando mi ritrovai bloccato nel cammino..
Ormai ero mezzo nudo, il mio sesso non poteva essere contenuto da nessun tipo di indumento....dunque, spogliato, passo dopo passo, spostando ogni singolo drappo, giunsi nel punto dove era Lei fino ad un minuto prima: ma la Donna Nuda non c'era più.
Scomparsa. Inghiottita dai drappi.
La luce giallognola proveniva da un punto imprecisato tra un nugolo di panneggi corti e laceri....illuminava l'angolo in cui mi trovavo, vedevo quindi bene il cavalletto da pittura, il tavolino coi colori, i pennelli gettati a terra, la tavolozza....ma Lei non c'era.
Ma c'era il quadro.
Eccola finalmente, impalpabile ma viva, intoccabile ma vicina, una bellezza imprigionata in un dipinto.
Ma nemmeno in quel quadro riuscii a vederla per intero. Il suo corpo dipinto, infatti, era coperto a tratti dai tessuti svolazzanti, questi drappi maledetti, .... le sue mani, balenate nobili ed affusolate, erano nascoste fra le ombre della sua vulva, mentre premevano l'animaletto a sè....il suo volto, quel volto sicuramente bello era ripiegato all'indietro, con gli occhi chiusi, la bocca semiaperta nello spasmo del piacere.
Un volto che mai vidi ...e che non vedrò mai più.
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mi piace questo racconto
ma da oggi guarderò con occhi diversi il mio criceto...


almeno, io così ho fatto