Ciao a tutti!
non so se si tratta di un momento di incertezza da inizio anno, ma desidero davvero chiedere la vostra opinione su un pensiero che mi frulla nella testa da un po' di tempo.
Quando ho iniziato a studiare psicologia e mi sono laureata ero piena di entusiasmo verso la professione, mi emozionavo per ogni concetto che apprendevo e ogni esame era una gioia più che una fatica.
Oggi lavoro come psicologa in un consultorio, la mia situazione economica non è rosea ma mi permette di vivere con possibilità di miglioramento, vengo inoltre stimata ed apprezzata dai pazienti e dai colleghi.
Ma, ma, ma...
La psicologia da me tanto amata ha poco a che fare con il lavoro che svolgo, i pazienti talvolta mi annoiano e sento che mi manca qualcosa. Leggo i commenti dei colleghi che continuano con passione a studiare alla scuola di specializzazione, magari con poche prospettive di lavoro, ma che vanno avanti con fiducia incrollabile, e io (che invece sto prendendo la seconda laurea in medicina) mi sento diversa, disillusa e a mi chiedo se sono solo io la persona a cui vengono dei dubbi di avere scelto la professione giusta.
Non riesco a capire se sono io che ho un po' di confusione dentro o se effettivamente anche voi avete vissuto qualche momento simile, legato alla distanza fra la psicologia studiata e la psicologia reale o alle aspettative che poi nel mondo del lavoro non vengono mantenute o ad altre cose...
sono davvero una mosca bianca??
Un abbraccio
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