da www.laprovinciapavese.it
Figlio imbottito di farmaci: tolto ai genitori
Il bambino aveva raggiunto il peso di 120 chili
Il padre e la madre denunciati per maltrattamenti
Si tratta di una coppia benestante Entrambi sono laureati
PAVIA. «Sindrome di Munchausen», un nome che ai profani della psichiatria non dice molto ma che rappresenta una malattia terribile. Il significato è sconvolgente: genitori che imbottiscono per anni i figli di farmaci inutili. Una vero "bombardamento" che, alla fine, può portare alla morte. Uno dei rari casi in Italia è avvenuto, alcuni mesi fa, a Pavia. La "vittima" è un ragazzino che adesso ha 14 anni ed ha raggiunto un peso-record di circa 120 chili. I genitori (entrambi laureati) sono stati denunciati per lesioni ed hanno perso la patria potestà sul ragazzino.
Ecco il racconto di una vicenda dai risvolti veramente incredibili. Inizia diversi mesi fa, quando alla sezione minori della squadra mobile arriva una strana segnalazione. Un ragazzo iscritto alla seconda media non va più a scuola e nessun vicino lo vede uscire di casa.
Manca dai banchi di scuola da un anno e mezzo ed i genitori giustificano le assenze con regolari certificati medici. Si preoccupano anche del rendimento scolastico del figlio: tengono i contatti con gli insegnanti, prendono i compiti, si fanno anche spiegare le lezioni. Così il ragazzo riesce a superare il primo anno: nessuno sospetta la terribile verità.
Gli uomini della sezione minori vogliono vederci chiaro in una vicenda i cui contorni sembrano piuttosto misteriosi. Alcuni vicini di casa vengono interrogati ed i dubbi aumentano. Vengono avvisati anche i servizi sociali: scatta un'ispezione domiciliare. Lo spettacolo all'interno dell'abitazione è da incubo: il ragazzino, che pesa circa 120 chili, è da due anni immobile su un divano. Non riesce nemmeno più a muoversi ed a parlare, è una vera larva umana ed i genitori rifiutano i contatti con i servizi sociali. Un vero incubo.
Il ragazzo viene ricoverato (al Mondino ed al San Matteo) in ospedale anche contro la volontà di padre e madre. I due, per la verità, si sono lasciati convincere ma con molta fatica. I primi esami rivelano valori incredibilmente sballati nell'urina di sostanze cortisoniche. La verità viene a galla: per anni il ragazzo è stato sottoposto a cure intensive a base di medicinali cortisonici ed antifiammatori. Perchè? La risposta resta avvolta nel mistero.
I poliziotti avvisano il magistrato. Scattano altre indagini ed alcuni farmacisti spiegano che la madre acquistava grandi quantità di medicinali. Viene sentito uno psichiatra che parla di "sindrome di Munchausen". Una malattia rarissima che, in Italia, è stata diagnosticata poche volte. I genitori sono convinti che il figlio sia molto malato (in realtà non è così) e lo imbottiscono di farmaci. Lo fanno in perfetta buona fede ma, in questo modo, possono anche ucciderlo.
Scatta così una perquisizione domiciliare. Gli agenti della sezione minori trovano numerose confezioni di medicinali cortisonici e di anti-infiammatori. Vengono sequestrati. Ma i genitori, che non si rendono conto di quello che stanno facendo, non si arrendono. Vanno in ospedale e, con la scusa di far visita al ragazzo, gli somministrano di nascosto gli stessi farmaci. I medici se ne accorgono ed avvisano i poliziotti. Il ragazzo viene portato al sicuro in un altro ospedale: i genitori, per fortuna, non lo possono più incontrare.
Gli agenti della sezione minori inviano un rapporto al magistrato. Una vera denuncia: padre e madre sono accusa di maltrattamenti e di lesioni. Senza l'intervento della polizia (otttimo il lavoro della sezione minori della squadra mobile) lo studente sarebbe sicuramente morto in casa. Il suo fisico non sarebbe stato più in grado di sopportare altri farmaci.
La posizione dei genitori dovrà essere valutata dal magistrato probabilmente anche con l'ausilio di perizie psichiatriche.







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