
Originalmente inviato da
FranzMari
Allora, innanzitutto vi ringrazio per avere cominciato a commentare il post: è importante che si parli del problema, che si confrontino le idee!
Per quanto riguarda le obiezioni che sono state sollevate ci sono da dire molte cose; innanzitutto l'Università è pubblica, viene pagata con le tasse di tutti quanti noi, quindi non può e non deve limitare i posti, altrimenti diventa privata. Se le strutture o l'organizzazione non sono adatte ad accogliere tutti gli iscritti (anche se fino al 1999 ci sono riuscite), allora devono essere implementate: più strutture, più insegnanti, più personale, così si migliorano le cose. La nostra Costituzione afferma, oltre al diritto allo studio e al libero accesso al sapere, che lo Stato deve tutelare e garantire la realizzazione personale dell'individuo.
Per quanto riguarda il discorso della scrematura, che molti ritengono necessaria, vi pongo una domanda: è possibile che una legge imponga quale sia il numero di persone veramente intenzionate a portare a termine il corso di laurea scelto? Se i posti sono 200 e le persone capaci di concludere brillantemente gli studi sono 250 (magari su 500 iscritti al test), in nome di quale giustizia si può negare a quelle 50 persone la possibilità di studiare?
Gli studenti meritevoli emergono già nel corso del primo anno.
In qualsiasi modo si modifichi il test, esso sarà sempre ingiusto!
Grazie a tutti coloro che ci stanno sostenendo e grazie ancora ai moderatori che hanno messo in evidenza questo post!
Francesco