Sul giornalino gratuito "Il Firenze" di oggi c'è un articolo molto interessante (che casualmente prende spunto da un mio articolo)
Siccome non posso fare copia incolla del giornalino perchè è in formato pdf e quindi non posso salvare perchè sono sul computer aziendale vi faccio copia incolla del mio articolo
FERMIAMOCI A PENSARE
Il calcio si sa è fatto di episodi e quello che sto per raccontarvi è un episodio, sicuramente spiacevole per gli spettatori (e non intendo dire il pubblico,ma i ragazzi) mentre da far venire la pelle d'oca dall' emozione per il comportamento dei protagonisti,questa volta quelli veri i ragazzi.La nostra storia inizia una domenica primaverile in un campo provinciale,il "Gualandi" di Firenze campo che ospita la USD VIRTUS FIRENZE e presso il quale intorno alle dieci e mezzo inizia una partita di calcio a 9, tra gli esordienti B della Virtus e dello Sporting Grassina. Il bel gioco la fa da padrone, perchè nonostante il caldo primaverile i ragazzi che si affrontano, giocano IL vero calcio, quello che tutti noi conosciamo, quello dei pomeriggi passati ai giardini a rincorrere un pallone e poco importa se le due squadre indossano due maglie di diverso colore, lo spirito è lo stesso delle partite pomeridiane ai giardini, tanto fair play e poca rabbia anche se i padroni di casa sono sotto di un goal. Durante l' intervallo tra il secondo e il terzo tempo gli animi, forse focosi per il caldo improvviso primaverile si accendono, complice una decisione arbitrale non accettata da parte di entrambe le tifoserie. I genitori cercano di calmare i bollenti spiriti, ricevendo però soltanto altri insulti, le parole grosse cominciano a volare e i bambini presenti sugli spalti, vengono invitati dai genitori più responsabili ad allontanarsi, le parole grosse che stanno "volando" non è bene farle sentire ad un pubblico così piccolo. Ricomincia il terzo tempo ed ecco succedere il misfatto. Gli animi non si sono calmati, dalle parole grosse che continuano a volare, si arriva anche ad altro, ad un certo punto il focolaio si espande fino a bruciare, c'è confusione si capisce solo che qualcuno sta arrivando alle mani e i vicini provano a calmare i bollenti spiriti.
A questo punto l'allenatore della Virtus chiama il time-out, chiamando a raccolta non solo i suoi ragazzi,ma anche gli avversari, discute brevemente con l'allenatore dell' altra squadra e chiarisce a tutti che i protagonisti sono vogliosi di giocare a calcio e non di assistere ad un indecoroso spettacolo. Questi spelendidi dodicenni si prendono per mano disponendosi in fila e piano piano si avvicinano alla rete che divide i buoni dai cattivi, il pubblico dai protagonisti, si inchinano, salutano e se ne vanno, ponendo così fine al terribile spettacolo che i loro genitori gli stavano dando, alcuni di questi ragazzi sono in lacrime e continuano a dire: Ma noi volevamo solo giocare!Mentre i ragazzi si avvicinano per salutare qualcuno fa partire un applauso, debole forse, ma chiaramente c'è qualcuno tra il pubblico che vuole che smetta la violenza non solo fisica ma anche morale che si sta vivendo da un paio d'anni a questa parte smetta.
Sono in molti che si fermano a complimentarsi con gli allenatori e con i dirigenti per la lodevole iniziativa, i ragazzi vanno negli spogliatoi e fuori mentre i genitori aspettano, le tifoserie vengono ancora a contatto, aggredendosi verbalmente, un genitore dichiara anche che questo atto lo avrebbe rifatto molte altre volte perchè doveva difendersi. Clamorosa la frase:"Io le do e le prendo quante volte voglio". In molti tentano nuovamente di calmare gli spiriti, ma la cosa non sfuma, anzi la scintilla è ancora accesa.
Quello che mi domando io allora è una cosa sola: Perchè solo nel calcio? Perchè il calcio la regina di tutti gli sport deve far parlar di se tutte le volte, ma non per le cose belle, solo per gli episodi di violenza che ci sono? Se i genitori si comportano così, che esempio danno ai figli? Io non posso accusare nessuno, non posso dire chi ha lanciato per primo la pietra dello scandalo, ma sicuramente qualcuno è stato. Queste cose devono finire, bisogna dire basta alla violenza negli stadi, soprattutto se questa violenza inizia nelle scuole calcio, adducendo a motivo: l' arbitro di parte (da regolamento per le partite degli esordienti B e scendendo fino ai "piccoli amici" non hanno l'arbitro federale, ma l'arbitro è un dirigente della squadra di casa che si offre di arbitrare). Bisogna dire no e l'insegnamento che questi ragazzi ci hanno dato oggi dimostra che la cosa si sta muovendo. Protestiamo, smettiamo di giocare,fermiamo i campionati, finchè gli adulti non torneranno ad essere adulti e i bambini tornino a giocare tranquillamente.
Federica Cucchi
Non so se tutti sanno le regole del calcio giovanile, in pratica per gli esordienti B e in giù fino ai pulcini quelli che iniziano quindi a giocare da poco, l'arbitro non c'è e non esiste classifica, conta solo il fair play e i bambini che vengono portati a giocare (per evitare che le squadre continuino a portare sempre i soliti 9 bambini che sanno giocare a calcio e lascino a casa gli altri che il pallone non sanno nemmeno come è fatto)
E' un nuovo scandalo del calcio e questa volta fa specie che sia successo in un campo di calcio e che i bambini abbiano dato agli adulti una lezione di vita.







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tanto che l'hanno dovuto tenere in 2) all' altro allenatore che continuava a dire...ma ancora non è finita...l'arbitro infatti non aveva l'orologio...ma vi rendete conto???