Da “LA SICILIA” del 29/05/03
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Di Salvatore Scalia
Quanti modi ci sono per cercare Dio? Infiniti. Anche la stupidità di uno scherzo può rivelare l’ansia di una profonda tensione metafisica o il tentativo di renderlo una presenza rassicurante, familiare. Come possiamo interpretare diversamente il lasciare in sospeso dentro una cornetta del telefono un interrogativo, apparentemente spiritoso ma in realtà inquietante, come “Parlo con Dio?” oppure “C’è Dio”.
L’ultima mania americana è la chiamata all’Onnipotente, che da alcuni giorni, da quando è uscito il film “Bruce Almighty” con Jim Carrey dotato di poteri soprannaturali, sembra possedere una linea telefonica diretta. Il numero che Dio nella finzione cinematografica lascia ad un povero diavolo per essere richiamato, corrisponde, con prefissi diversi a utenze reali. Perciò ogni volta che un annoiato della vita, un curioso, un buontempone, uno scettico, un aspirante asceta o un disperato, per vincere il vuoto o per ingannare il tempo, cercano Dio può rispondere un’anziana casalinga della Carolina del Sud, un operaio di Boston, un impiegato di New Jork, una stazione radiofonica di Denver o Dawn Jenkins un artista del vetro decorato della Florida. Quest’ultima è la più arrabbiata, riceve venti chiamate l’ora. Lei e gli altri intendono far causa alla Universal Studios, la casa produttrice del film, per un ricco risarcimento. Quelli che cercano Dio hanno reso la loro vita un inferno.







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Spero
... tutto si spiega!


