
Originalmente inviato da
Democrito
Ho capito benissimo quello che volevi dire ed anche che questo era il problema che Valentina ha sollevato. Però ho cercato di rispondere in maniera indiretta, preferendo più rivalutare più l'oggetto di critica e la conclusione "mi sembra troppo per essere visto solo scientificamente".
Non ho mai voluto negare il tipo di conoscenza di cui tu parli, che io molto più semplicisticamente ma con chiarezza chiamo intuizione. Secondo me ognuno dovrebbe coltivarla, che l'abbia sviluppato o meno; i sensi non sono cinque ma sono molto di più, solo che contrariamente a quelli di cui siamo coscienti noi non ne capiamo il funzionamento e non conosciamo il sensibile proprio.
Che il pensiero razionale che vuole spiegare tutto e troppo, che vuole le idee chiare a ogni costo non sia un approccio produttivo ne sono cosciente. Spesso infatti sfocia in delle generalizzazioni imbarazzanti. Come diceva il mio adorato Artaud, poi, le idee latine/chiare sono quasi sempre idee morte.
Il mio post di prima non voleva essere una difesa della scienza, ma solo (come ho già sostenuto ed ancora sostengo) che la scienza non è una visione che necessariamente "toglie bellezza" a quello che indaga. E che la conoscenza razionale si accompagna necessariamente all'intuizione. Mi spiego meglio con un esempio che so di poter padroneggiare.
Il materialismo greco, che è una delle dottrine più scientifiche che esistano, si basa su dei fondamenti indimostrabili (e dunque non razionali), ma evidenti perché scoperti attraverso l'intuito: 1) tutte le cose sono fatti di atomi e vuoto, 2) il moto atomico è eterno, privo di causa e secondo necessità, 3) gli atomi sono ingenerati, imperituri e si muovono in modo disordinato ed in tutte le direzioni.
Dopodiché, tutto può essere spiegato, anche quei principi indimostrabili. Però allora sì che si rischia di sfociare nel circolo vizioso e nell'appiattimento che denunciava Valentina: spieghi col sistema creato da quelle fondamenta quelle fondamenta che servivano a creare il sistema.
Lo stesso vale per la teoria dei Freud, a cui per esempio bisogna prima partire dalla petizione del principio che il contenuto del sonno sia sempre a sfondo sessuale. Usarlo come metodo è un bene. Portarlo alle estreme conseguenze e riconoscere in lui la verità assoluta e personificata è inutile.
Domandarsi se "la comprensione che avviene al di fuori della conoscenza razionale" avvenga prima, dopo o durante di essa mi sembra un falso problema, perché mi sembra evidente che i due approcci siano intrinsecamente collegati. E non ho bisogno di dimostrarlo o interpretare qualche dato per affermarlo.
Quello che voglio dire, molto banalmente, è che razionalità ed intuizione , scienza ed arte come ha - un po' troppo rigidamente - identificato Valentina ad apertura del topic, possono convivere tranquillamente. Anzi è auspicabile che collaborino tra loro; l'oggetto di studio, in questo caso il sogno, non potrà che giovarne. Tanto ci sarà sempre un Hoffmann, un Carroll o uno Shakespeare che sosterrano quanto la realtà sia in bilico sul sogno, così come ci sarà sempre un Cardano od un Democrito a dare al fenomeno onirico una sorta di spiegazione definitiva.
Ma anche se l'intuizione fosse la conoscenza suprema, non penso si possa ritenere l'interpretazione una cosa totalmente inutile. Perché è vero che c'è un tipo di sapere che la logica, il metodo e la sperimentazione non potranno mai raggiungere. Ma è altrettanto vero che limitarsi alla sola intuizione porta spesso alla dispersione oppure alla non condivisione del sapere, che proprio perché umano necessita di un po' di chiarezza per diventare comunicabile a chi non ha avuto la tua stessa intuizione. Le scoperte dell'una aiutano l'altra a progredire e rafforzarsi, o al peggio la rendono un po' più umile.
Spero di non essere andato OT oppure di non aver capito quello che intendevi dire (il che è probabile, data la stanchezza e l'orario). Di una sola cosa sono sicuro: di non essere stato sintetico come primo.
Non me ne volere ed aspetto una risposta, se ti va di aggiungere qualcosa oppure di criticarmi. Buona notte,
Enrico.
PS: grazie della tua teoria sul volare, ma in questo caso volevo una cosa più empirica. Chi ha sognato mi descriva cosa ha provato, cosicché io possa crepare di invidia ed invocare contro il fortunato le Erinni ^_^.
PS2: quando farò un sogno difficoltoso lo sottoporrò alla tua attenzione, mi sembri un tipo molto intelligente ed esperto di onirocritica