Ho letto l'articolo di Cremerius. Il punto di vista sul potere che può esercitare il didatta in sede di analisi con un candidato è senz'altro una questione fondamentale. Considerando che l'articolo è di quasi 20 anni fa, mi chiedo se qualcosa sia cambiato, visto che nel regolamento della SPI è specificato che il proprio didatta non partecipa in alcun modo al processo di selezione del candidato ed assicura l'assoluta riservatezza dello spazio di analisi.
La questione del potere ha una lunga storia nella psicoanalisi istituzionale ed è anche per dissociarsi da queste modalità che sono nate organizzazioni alternative all'IPA. Il modello formativo proposto da IFPS, ad esempio sposta l'asse della valutazione del candidato verso il lavoro di supervisione, nell'intento di stabilire criteri in base a ciò che emerge effettivamente nel lavoro clinico piuttosto che nella propria analisi (che rimane ovviamente il percorso principale di formazione). Mi chiedo se questa potrebbe essere una possibile via da percorrere, anche se ho qualche dubbio su eventuali distorsioni che si potrebbero creare.
A ikaro chiederei di illustrare la procedura della passe adottata in ambito lacaniano, in modo da iniziare a confrontarci sulle soluzioni adottate da differenti orientamenti in psicoanalisi.