Il Signor Andrews è un investigatore privato. Anzi: è il titolare della migliore agenzia investigativa di Londra.
E' un grigio pomeriggio di un giorno qualunque. In Agenzia c'è poco movimento e Mr. Andrews è seduto sulla sua poltrona, immerso nella lettura del Times.
Dall'altro lato della stanza, seduto alla sua scrivania, chino su delle pratiche, c'è Charles, un giovane praticante appena assunto dall'Agenzia.
Andrews alza un attimo gli occhi dal suo giornale e, come immerso nei suoi pensieri, esclama: "Ho capito, finalmente!"
Charles tossicchia e chiede educatamente: "Pardon, Sir?....".
Andrews lo guarda come se si accorgesse solo ora della sua presenza.
Aggrottando la fronte, lo squadra attentamente... Si, Charles è un bravo ragazzo, volenteroso, intelligente, desideroso di apprendere... Potrebbe essergli utile ascoltare la storia che gli è tornata alla mente...
"Ho appena risolto un caso. Per l'esattezza quello che è stato il più clamoroso fallimento nella storia della nostra Agenzia: ma ho capito tutto solo adesso, a distanza di quasi un anno dal momento in cui ho ufficialmente dovuto ammettere di non essere in grado di risolverlo"
L'attenzione di Charles è alle stelle: ma aspetta educatamente che il suo Capo riprenda la narrazione.
Il Signor Andrews non si fa attendere.
"E' passato un anno e mezzo dal momento in cui il Sig. Collins venne in questo ufficio per la prima volta. Mr. Collins era un uomo ricco, estremamente ricco. Di cosa si occupasse nessuno lo sa: certamente traffici poco puliti, ma Scotland Yard non è mai riuscita a dimostrare nulla sul suo conto."
"Ma non erano i suoi traffici il punto saliente della personalità del sig. Collins"
"Il sig, Collins era, anzitutto, un collezionista. Collezionare oggetti era la sua passione: oggetti di valore di tutti i tipi, quadri, monete antiche, francobolli, opere d'arte, gioielli... Oggetti acquisiti spesso con l'imbroglio, il raggiro, la truffa"
"Il sig. Collins aveva un socio, il sig. Robinson. Questi, però, lo era solo sulla carta: di fatto Collins lo trattava come l'ultimo dei suoi dipendenti"
"Robinson era l'esatto contrario di Collins: tanto spregiudicato, crudele e privo di scrupoli era Collins, quanto onesto e corretto era Robinson. Collins lo usava come uomo di facciata: il suo sguardo onesto e pulito ispirava fiducia alle "vittime" predestinate di Collins, rendendole più indifese di fronte alle sue macchinazioni"
"Data la sua innata fiducia nel prossimo, solo dopo molti anni di lavoro Robinson si era reso conto degli sporchi traffici in cui era stato coinvolto. Ebbero un violento litigio, in seguito al quale Collins non ci mise molto ad estrometterlo dalla Società e a cacciarlo sui due piedi"
"Collins venne da me due giorni dopo il diverbio. Era sconvolto. Mi raccontò che la sera prima, mentre, come al solito, si era trattenuto in ufficio dopo che tutti gli altri erano andati via, era stato messo in allarme da un rumore proveniente dalla stanza di Robinson."
"Vi si era precipitato e vi aveva trovato Robinson in persona. Stava richiudendo una grossa borsa di pelle nera. Gli aveva chiesto, ovviamente, cosa fosse venuto a fare lì. Robinson, indicando la sua ex-scrivania, gli aveva risposto che era venuto a restituire delle carte e le chiavi dell'ufficio. Quindi, ripresosi la sua borsa, con un sorriso sulle labbra, gli aveva detto che non lo avrebbe rivisto più"
"Collins a quel punto del suo racconto non riuscì più a contenere la sua rabbia. <Mi ha derubato, quella canaglia, l'ho capito troppo tardi!>, mi disse. Io, ovviamente, gli chiesi cosa gli avesse rubato. <Non lo so, maledizione, non lo so!>, mi rispose. <E come fa ad essere sicuro che le abbia rubato qualcosa> gli chiesi io"
"Collins a quel punto, mi rispose che lo sapeva per via della risata.... Frastornato, gli chiesi a quale risata si riferisse. <Il sorriso di quel maledetto mentre andava via - mi rispose - Lo conosco bene: è la stessa risata che faccio io quando capisco di aver sopraffatto il mio avversario!>"
"Dissi al sig. Collins che mi stava dando troppo pochi elementi per poter aprire una qualunque indagine: come mi sarebbe stato possibile investigare su un furto di cui non conoscevo la natura e di cui, a ben vedere, non avevo alcuna prova che fosse stato realmente commesso?"
"Collins non volle intendere ragioni: lui era SICURO che il furto ci fosse stato. Dovevo accettare il suo incarico, mi avrebbe pagato 100.000 sterline come onorario, più tutte le spese. E avrebbe pagato qualunque fosse stato l'esito della mia indagine"
"Accettai: era un'offerta impossibile da rifiutare"
"Andai a visitare la casa di Collins: la sua immensa residenza era piena di oggetti preziosi di ogni tipo al punto da farla rassomigliare ad un padiglione della National Gallery"
"Escludendo gli oggetti voluminosi, tutto il resto avrebbe potuto essere facilmente asportato in una capace borsa di cuoio: tele arrotolate, monete antiche, francobolli, reperti archeologici, gioielli. Sarebbe stato necessario esaminare ogni oggetto uno ad uno, classificarlo, analizzarlo. sarebbero occorsi dei mesi e numeroso personale specializzato.
Inoltre la sua attività avrebbe dovuto praticamente arrestarsi per permettere questo capillare controllo.
Collins mi ribadì che non avrebbe badato a spese: a muoverlo non era tanto il desiderio di ritrovare ciò che era convinto gli fosse stato rubato, ma la rabbia per essere stato imbrogliato proprio lui e proprio da Robinson, un uomo che disprezzava con tutto se stesso"
"Ovviamente provvidi a mettere immediatamente sotto sorveglianza costante, 24 ore su 24, il sig. Robinson. Ma nulla di nuovo venne da quella parte: Robinson viveva tranquillo una vita da pacifico pensionato. Sembrava sereno, soddisfatto"
"Dopo sei mesi non avevo scoperto niente e dovetti arrendermi all'evidenza: dovevo dichiarare il mio fallimento"
"Mi reacai dal sig. Collins: era irriconoscibile. Pallido, dimagrito, sembrava l'ombra dell'uomo borioso e pieno di se che era venuto per la prima volta nel mio ufficio"
"Le indagini gli erano già costate una fortuna. Ciò nonostante mantenne fede al suo impegno e mi pagò l'onorario che mi aveva promesso"
Da allora non l'ho più visto. Ma oggi, finalmente, posso dire di aver risolto il caso: ho capito qual è stato l'oggetto del furto e come esso è stato eseguito!"
A voi
P.S. questa storia è un po' diversa dalle altre: mi è costata molta fatica elaborarla e ci ho potuto mettere poco tempo per scriverla... Perdonatemi se la prosa non è da Premi Pulitzer: se il racconto non fluisce molto bene o se, addirittura, troverete degli errori di grammatica o di forma, ma sono stanchissimo per aver passato due giorni di inferno al lavoro e di più non ho saputo fare...
Buon divertimento!![]()









Marina
Wise

del mese di Gennaio 2009
E poi è merito anche mio che vi ho allenate, no?
( e questa volta mi prenderò tutto il tempo necessario... ).
ma senza forzature, perchè vogliamo un prodotto sano e genuino
)