Originariamente postato da Eowin
Certo, guai a recepire "stereotipi a volte non corretti".

E allora facciamo le persone serie e leggiamo libri seri.
Sarchielli, G., Fraccaroli, F. (2002), Le professioni dello psicologo. Percorsi formativi in Italia e in Europa. Competenze e attività di una professione emergente. Sbocchi occupazionali, Cortina, Milano.

Leggetevi questo volume e provate a dire che Sarchielli propaganda stereotipi, o che è un just arrived! Dai...

Capisco la dissonanza cognitiva, per cui una volta iscritti e laureati e abilitati in psicologia convenga trovare ragioni di conforto alla scelta fatta, ma non perdiamo il senso della realtà.
In estrema sintesi il volume che ho citato espone ricerche accurate e documentate dalle quali risulta che il laureato in psicologia a tre e cinque anni dalla laurea lavora, ma assai raramente lavora in campi attinenti agli studi fatti.