
Originalmente inviato da
gas_1973
Non so se sia il forum adatto per trattare il mio 'problema'. Sono nuovo qui e quindi prima mi presento, Mi chiamo S., ho 35 anni e mi sono trasferito da due anni in una piccola città da Milano per... fuggire da una grande città e da una vita che non mi dava più soddisfazioni.
Morale, dopo i primi mesi di entusiasmo per la nuova realtà ho conosciuto una ragazza e me ne sono perdutamente innamorato. Il classico colpo di fulmine e ZOT. Folgorato!
Lei si è dimostrata da subito una persona difficile sotto l'aspetto sentimentale: sfuggente, indipendente e attaccatissima alla famiglia (che ancora ad oggi, dopo un anno e mezzo di relazione, non mi permette di conoscere perchè a quanto dice preferisce non rendere partecipe per evitare di ferire i genitori nel caso dovesse 'andare male').
Facendo un passo indietro, dopo un paio di mesi si è trasferita da me, continuando a mantenere la sua casa in affitto (un monolocale nella stessa via dove ho anch'io affittato un appartamente) e che ancora oggi, a distanza di quasi due anni non decide a lasciare, per paura di perdere la sua 'indipendenza'.
E così, lentamente sono entrato in una crisi profondissima. L'inverno scorso (2008) sono caduto in forte depressione, ho iniziato una terapia farmacologica (che, dopo 6 mesi mi ha ridotto ad un fantasma e ho dismesso in accordo con lo psichiatra, dopo un tentativo di suicidio..) e una psicoterapia di gruppo, che continuo ad oggi, ma con scarsi risultati.
Il legame con questa ragazza è qualcosa di impossibile da capire per me e probabilmente non si tratta più di un legame d'amore (visto che dall'altra parte ricevo quasi solo rifiuti), ma una vera e propria 'ossessione d'amore'.
In settimana lei lavora molto, mentre io esco alle 16.30 (che se non fossi in questo stato di malessere psicologico sarebbe fantastico). Ci vediamo per ora di cena, le preparo sempre belle cenette, la ricopro di coccole, massaggi. Sono sempre disponibile e ascolto tutte le sue paturnie (e ne ha davvero molte) cercando di consolarla e consigliarla tanto che, se all'inizio della relazione lei mangiava poco, non dormiva, piangeva spesso e mi diceva di essere al limite di un esaurimento, ora lei sta meglio, ha trovato un lavoro che la soddisfa e si fa delle belle dormite e il fine settimana se ne va a casa sua (lei lavora in città, ma casa sua e la sua famiglia è in un paesino a più di un ora di distanza), lasciandomi da solo (io qui non ho ancora un giro di amici, anche perchè in questi anni mi sono dedicato completamente a lei, nell'attesa che qualcosa cambiasse nel nostro rapporto e poi sinceramente adesso vorrei davvero 'sistemarmi' sentimentalmente e iniziare a pensare di mettere su famiglia). Le mie notti sono pervase da incubi tremendi (sogno spesso che mi tradisca o mi lasci) e anche il lavoro va male, un pò perchè ho poco da fare e un pò perchè non riesco ad impegnarmi perchè il pensiero ricorrente di lei mi rode l'animo tutto il giorno..
Siamo arrivati spesso a un centimentro dalla fine (lei mi dice spesso che si sente causa del mio malessere, ma non fa nulla per modificare i suoi atteggiamenti di rifiuto, che dovrei trovarmi una ragazza più simile a me), ma poi non si fa lasciare e se la lascio ritorna dopo qualche giorno alla carica e io non riesco a resisterle..
Sono veramente disperato. La mia autostima è sotto la suola delle scarpe e mi rendo conto che lei sia come una droga (quando siamo soli in casa, abbracciati sono tranquillo e quando non c'è sono agitatissimo, al punto da dovere prendere in continuazione ansiolitici per stare calmo).
La mia vita è come 'cristallizzata' in una situazione che sembra non volersi sbloccare più.
Sembra quasi volermi punire per qualcosa che le hanno fatto in passato (ha avuto un aborto qualche anno fa e molte relazioni a distanza, finite tutte, forse, per i suoi atteggiamenti 'evitanti' nei confronti dei suoi ex.. che continua, comunque, a sentire).
Dal lato mio, mi sono inzerbinato così tanto da forzarmi ad accettare, con estrema sofferenza, qualsiasi sua in-dcisione (non verrò mai a convivere lasciando la casa che affitto; casa mia è il mio rifugio dove prendo i miei spazi e non riesco a conciliare il fatto di averti li con me e la mia famiglia; se non faccio come voglio mi sento soffocare).
Non so proprio come uscirne...