Da quello che ho sentito, l'idea che mi sono fatta io è che in effetti noi in Italia studiamo molto e siamo sottoposti a più valutazioni rispetto agli altri Paesi, ma "facciamo" molto meno, o meglio, studiamo tanto ma seguiamo un percorso più o meno pre-impostato che certo richiede impegno, ma in altro senso. Per come la vedo io, già al fatto che il corso di studi all'estero te lo debba costruire tu, scegliendo dei corsi e facendo in modo che il percorso nell'insieme abbia un senso, è una spinta alla maturazione personale; da noi si dà molta più importanza allo studio teorico che non alle competenze pratiche ed alla maturazione personale... paradossalmente, da noi puoi essere laureato "semplicemente" avendo passato tutti gli esami studiando a memoria (ammesso che esista un cervellone così

) e non essere in grado di applicare nulla perchè ti sarà stato richiesto 1-2 volte, o cmq non in modo di pregiudicare la tua carriera.
All'estero questo lo vedo più difficile, magari non conoscono tutte le teorie che studiamo noi però sanno iniziare e finire una ricerca metodologicamente corretta rispettando anche i tempi di consegna.
Ovvio che sto generalizzando, di sicuro ci saranno esempi di "modello esterofilo" in Italia e di "modello Italiano" all'estero, ma l'idea che mi sono fatta è questa.