Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Ciao Guglielmo,
premetto che non sono ancora uno psicologo, ma sono stato colpito comunque dalla notizia. Ovviamente non si sa come siano andate le cose in questo caso, ma parlando in genrerale, credo che bisogni attenersi a metodi scientifici e verificabili cercando di non influenzare la ricerca con i nostri punti di vista o prime impressioni. Intendo dire che lo psicologo, a differenza del non professionista, dovrebbe usare tecniche psicologiche e test a sua disposizione oltre ad un attento studio clinico e non soffermarsi sull'apparenza. Poi è ovvio che in ogni professione, come quella medica per esempio, c'è chi sbaglia, ma è giusto considerare che in professioni sanitarie un errore può essere deleterio. Nel caso specifico credo che tecniche psicologiche (compreso i test) dovevano essere somministrate ai genitori e figli, prima di emettere qualsiasi verdetto. Non credo che questo sia stato fatto.
Con il "piccolo problema" che anche i "test e le tecniche psicologiche" sono influenzati dalla persona che li applica, e che non tutti i metodi scientifici sono verificabili oggettivamente. Non esiste la neutralità quando si ha a che fare con le relazioni tra soggetti. Tutt'al più si può sperare in una buona formazione che permetta di svolgere correttamente il proprio lavoro, cosa che non sembra essere successa nel caso citato da willy.
Saluti
gieko