Personaggi e interpreti
Nadir: Madame
La gatta di Nadir: Gnappa detta Duchessa
Michael: l'avvocato Hautecourt
Il gatto di Michael: Romeo ( Er mejo del Colosseo )
La gattina di Elena: Minou
Il gattino di Schizofrenico: Bizet
?: Matisse
Il gattone di Doc: Gambadilegno
La gatta di Sara Dezaire: Trudy
La topina di Chiocciolina: Minnie
Il topino di Ezechiele: Topolino
La cavallina di Pantera Rosa: Clarabella
L'ochetta di Rosa di Maggio: Adelina Bla Bla
L'ochetta di Rebeccap: Guendalina Bla Bla
Gnappa aveva da poco cambiato città, seguendo la sua padrona...
La gattina di razza pregiata ( tutti la chiamavano Duchessa per il suo incedere elegante e piuttosto altezzoso... ), però, aveva preso molto male il cambiamento: abituata a scorazzare nell'ampio giardino della villa di Mondello vicino Palermo, dove era nata, non accettava gli spazi per lei troppo ristretti del pur bellissimo appartamento del Centro Storico di Roma.
Dai gusti molto aristocratici, la gattina non riusciva ad inserirsi nell'ambiente, che lei considerava troppo "popolaresco", dei gatti che popolavano il centro della Capitale.
Le sue frequentazioni, pertanto, erano circoscritte ad altre tipologie di animali: la sua amica del cuore, in particolare, si chiamava Clarabella ed era una cavallina molto chic: dai gusti estetici sapientemente curati, era la sua compagna di shopping preferita per i negozi di Via del Corso.
Quella sera, però, Duchessa era uscita insieme ad un'altra sua amica, una topolina di nome Minnie: Clarabella, infatti, aveva un appuntamento romantico con un certo Orazio, un cavallo di razza appena conosciuto e che, subito, aveva circuito e convinto ad uscire da solo con lei...
Gnappa, però, non c'era rimasta male: anche Minnie le stava molto simpatica... Era costei una topolina tutto pepe, da poco tornata single dopo aver interrotto un lunghissimo fidanzamento con un certo Topolino. Minnie sosteneva di essere stata lei a lasciarlo, visto che si trattava di un perdigiorno sempre in giro per il mondo insieme al suo amico Pippo...
In realtà, però, Gnappa sapeva bene qual era la verità: Minnie soffriva, purtroppo, di un grave problema: aveva perennemente il moccio al naso e doveva incessantemente soffiarselo per riuscire a respirare... Purtroppo, però, a volte lei ci metteva troppa energia in questa operazione... Con la conseguenza che, talora, un po' di aria le tornava indietro e le fuoriusciva anche da un altro orifizio...Col risultato di appestare l'aria per una vasta zona intorno a lei... Questa sua triste caratteristica, come è evidente, le aveva fatto allontanare molti potenziali corteggiatori: ma non Topolino, tenacemente innamorato e disposto a tutto pur di non perderla...
Purtroppo, però, qualche tempo prima era successo un episodio increscioso che era risultato fatale per il tormentato rapporto di coppia dei due... L'impulso di soffiarsi il naso, infatti, era imperiosamente venuto alla povera Minnie proprio mentre Topolino era intento in un delicato gioco erotico...
La micidiale zaffata che era piombata sul povero Topo in piena faccia, aveva avuto effetti devastanti: era stato necessario rianimarlo con la respirazione assistita meccanicamente ( nessun medico tra quelli tempestivamente accorsi se l'era sentita di effettuare la respirazione bocca a bocca...) e quindi era stato ricoverato per ben tre giorni in rianimazione.... Quando, alla fine, era riuscito a lasciare l'ospedale, aveva dovuto, seppur a malincuore, rompere il fidanzamento: mai sarebbe più riuscito ad accostarsi carnalmente alla sua amata dopo quel disgraziato episodio...
Gnappa sapeva bene tutto questo e, pertanto, era stata ben contenta di uscire con la sua amica per cercare di distrarla e allontanare da lei quei penosi ricordi....
Le due amiche, dopo aver effettuato un po' di shopping tra i negozi del centro, avevano deciso di recarsi dall'estetista per spuntare gli antiestetici baffetti che, da sempre, le tormentavano... Dopo che Gnappa ebbe finito, però, si rese conto che la sua amica ne aveva ancora per molto: il lavoro delle estetiste, infatti, subiva continue interruzioni perchè, ad ogni accenno di starnuto di Minnie, c'era un fuggi fuggi generale con una conseguente enorme perdita di tempo....
Per non rischiare di arrivare a casa troppo tardi, perciò, Gnappa decise di avviarsi da sola...
Visto che, comunque, si era fatta sera, decise di prendere una scorciatoia... In poco tempo, però, si rese conto di essersi persa tra gli stretti vicoli che circondano il Colosseo... Ad un certo punto, si imbatté in un tremendo gatto selvatico che le si pose davanti chiudendole ogni via di fuga....
Il cuore cominciò a battere forte alla povera gattina sola e sperduta: "Che mi succederà adesso?" si chiese tremebonda...
Era questo gatto selvatico un certo Gambadilegno, così chiamato perchè era nato con tre zampe.. La natura misericordiosa, però, l'aveva dotato di una quarta "appendice", di lunghezza spropositata rispetto alla norma, che lui, oltre al suo canonico utilizzo, usava anche come valido appoggio per camminare...
Il suo soprannome "Gamba di Legno", si basava, appunto, sulla consistenza lignea di tale "appendice" naturale....
Quando Gnappa vide il suo fiero aggressore e la minacciosa appendice che recava seco, venne colta da un accesso di paura: la povera gattina, infatti, del tutto ignara delle cose della vita, giammai era stata con un gatto e nutriva un sacro terrore al pensiero di ciò a cui sarebbe andata incontro in occasione della sua iniziazione alla maturità...
Stretta all'angolo, guardava Gambadilegno che si avvicinava ghignando, incurante delle sue lacrime ed implorazioni ad avere pietà...
Proprio mentre il gattaccio era arrivato quasi a toccarla, all'improvviso, arrivarono nel vicolo Adelina e Guendalina Bla Bla, due sorelle che vivevano nei dintorni e che si erano scandalizzate alla vista del gatto selvatico e della sua smisurata appendice... Le due oche cominciarono a starnazzare e a svolazzare intorno a Gambadilegno nel tentativo di distrarlo e permettere la fuga così alla povera Gnappa... Il gattone, con fare noncurante, le cacciò, però, senza alcuna fatica con una semplice zampata ben assestata che mise in fuga le due povere ochette...
Niente si frapponeva, ormai, tra lui e la sua preda, niente...
Improvvisamente, però, un colpo di scena: soffiando e ringhiando, arrivò un giovane gatto aitante e muscoloso che si interpose tra Gambadilegno e Gnappa: era Romeo, "er mejo der Colosseo", come era noto nei vicoli di Roma... Aveva chiaramente intenzione di difendere la piccola gattina che lo guardò, per questo, radiosa e adorante...
Gambadilegno, con fare noncurante e minaccioso si avvicinò a Romeo... L'aria era tesa, i due gatti si studiavano pronti a lanciarsi l'uno contro l'altro...
Improvisamente, però, Gambadilegno cambiò espressione, impallidì e, veloce come un fulmine, se la diede a gambe.... Era comparsa alle spalle di Romeo Trudy, la sua fedele mogliettina... Fedele, ma piuttosto irritabile e poco propensa a perdonare le frequenti "scappatelle" del suo amato...Trudy si lanciò quindi all'insegumento del suo consorte e, girato l'angolo, lo raggiunse facilmente.
Gambadilegno, infatti, non riusciva più a correre con la consueta agilità a causa della sua "quarta" gamba che, per il timore delle reazioni di sua moglie, si era improvvisamente afflosciata.... Nessuno potè assistere al dramma che si consumò nel vicolo della vecchia Roma, ma dovette essere molto intenso a giudicare dai ringhii e dai miagolii che risuonarono a lungo...
Gnappa guardò il baldo Romeo: il gatto, pavoneggiandosi, le disse: "Tutti uguali questi gradassi, appena mi ha visto se l'è data a gambe...."
"Veramente......" stava per precisare Gnappa... Poi si rese conto che non sarebbe stato delicato, in fondo aveva rischiato la vita per salvarla....
La graziosa gattina gli sorrise, Romeo diventò tutto rosso... Scodinzolando, l'accompagnò a casa... Arrivati sotto al portone, Duchessa gli disse:
"Vuoi entrare, ti faccio conoscere la mia padrona, Madame... E' simpatica, anche se un po' svampita: ha 47, anzi, quasi 48 anni ma continua a dire a tutti che sembra una bambina e che i ragazzini le corrono dietro dandole fastidio perchè la scambiano per una di loro... In realtà l'hanno già scippata una decina di volte, ma lei non vuole ammettere che è per quello che la rincorrono... Ma, a parte questo, è una brava padrona, non mi fa mancare mai nulla e anche suo marito mi sta simpatico...."
A quelle parole, gli occhi di Romeo si inumidirono: "Io, il mio padrone, l'ho perso tanto tempo fa... Era un uomo di cultura, uno studioso, stava sempre a leggere libri gialli... Una volta, concentrato com'era in una di queste letture, è salito sulla metropolitana senza portarmi con se... Quando io ho cercato di salire, le porte si sono richiuse.. E l'ho perso, perso per sempre...."
"Oh, povero Romeo, che storia triste..." gli disse Gnappa strofinandogli il muso contro il suo, facendolo arrossire violentemente..
Intanto, erano arrivato sotto il portone e Gnappa, miagolando, si era fatta aprire...
"Entra" aveva detto a Romeo...
A Madame, appena visti i due gatti, si illuminò il viso... Rimase un po' sorpresa a vedere la presenza di Romeo, ma poi vide che la sua Gnappa le stava vicino affettuosamente e così si convinse ad accarezzare anche il nuovo arrivato..
"Caro!" disse rivolto a suo marito, seduto su una poltrona del salotto "Guarda un po' chi ha portato la mia Gnappa?"
L'avvocato Hautecourt alzò lentamente il capo dal "Trattato di Semiotica del libro Giallo" che stava avidamente divorando per guardare distrattamente verso Madame...
Strabuzzò, però, subito gli occhi quando vide il gatto che accompagnava la Gnappa: "Oh Romeo Romeo, sei tu Romeo?" disse con un ampio sorriso stampato sulla faccia....
"Oh, caro, vedo che finalmente hai cambiato genere letterario, adesso sei passato a Shakespeare..."
"Ma che Shakespeare e Shakespeare, questo è Romeo, il mio amato gatto scappato tanto tempo fa in metropolitana"
"I gatti scappano in metropolitana?..." pensò tra se e se Madame.. "Chistu scimunito è..." riflettè l'attempata nobildonna che ogni tanto non resisteva al fascino del vernacolo del suo Paese natale...
"Bene, comunque, adesso che ci siamo ritrovati, saremo tutti una grande famiglia e voi due, tu Gnappa e tu Romeo, vivrete qui, insieme, come due fratelli..."
Detto fatto, Madame preparò il lettino di Romeo di fianco a quello di Gnappa...
I due gatti mangiarono avidamente la deliziosa cena che Madame aveva preparato loro, e, quando fu notte, si accucciarono l'uno di fianco all'altro....
"Ehm..." fece Romeo " Ma tu, Gnappa, sei proprio d'accordo con questa storia del fratello e della sorella?..."
Gnappa arrossì e chinò il capo...
" No, ecco, però, mio dolce Romeo, devi sapere che io.... Io non ho mai... Hai capito?"
" Non ti preoccupare" fece baldanzoso Romeo " Ci penso io..."
Il gatto si avvicinò delicatamente a Gnappa che tremava tutta... Le si mise sopra... "Ah.. ah..." fece ansimante...
"Ti è piaciuto" disse quindi con un largo sorriso...
"Cosa?" rispose Gnappa....
"Ma come?" rispose Romeo un po' irritato "abbiamo fatto l'amore, no"..
"Ah...." fece Gnappa "abbiamo fatto l'amore...."
"Si certo, come no, mi è piaciuto tantissimo, sono stati i due secondi più belli della mia vita..." disse quindi, con un sorriso un po' forzato, la gattina....
Dopo alcune settimane, Madame, rivolta al marito che si stava dilettando con il voluminoso trattato su "Epistemologia del Giallo da Aristotele a Carlo Lucarelli", esclamò:
"Caro, ma non ti sembra che Gnappa stia diventando orribilmente grassa? Bisognerà metterla a dieta...."
L'avvocato rivolse distrattamente uno sguardo alla gatta: "E' incinta" disse....
"Come?" rispose Madame con un tono di voce che fece lievemente tremare le tendine del salone "Incinta?!!!!!! La mia dolce e tenera Gnappa incinta?????!!!"
"CHI E' STATO!!!" urlò a tal punto da far scattare gli antifurto delle macchine parcheggiate sull'intera strada.....
Chi è stato? Come è andata a finire?...
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Col risultato di appestare l'aria per una vasta zona intorno a lei... Questa sua triste caratteristica, come è evidente, le aveva fatto allontanare molti potenziali corteggiatori: ma non Topolino, tenacemente innamorato e disposto a tutto pur di non perderla...



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