Cari colleghi; sono in una situazione particolare: per un puro scopo d'esercitazione (mi servivano dati per il mio corso!!), ho somministrato una batteria di test psicodiagnostici(TAT, DFU, DFI/C, Millon, Sacks, Wartegg etc..) ad una persona che conosco da tempo e con la quale ho una relazione d'amicizia. La suddetta in questione ha avuto in passato, circa 10 anni fa, una serie di disagi psicologici quali depressione, abuso di sostanze e problemi di condotte alimentari. Attualmente dopo una terapia psichiatrica praticava allora sembrava agli occhi "comuni" completamente rimessa; ebbene dopo averla casualmente sottoposta a queste prove (poichè lei si era offerta), notavo puntualmente dei risultati inquietanti; alla fine tutti i test effettuati hanno messo in evidenza un disturbo border line di personalità; tratti spiccatamente antisociali; disturbi paranoidi.
Personalmente ho sempre pensato che lei avesse dei tratti border, ma scoprire che è qualcosa di più patologico e radicato mi ha messo in allarme; una cosa è intuire, altro è condurre una analisi più clinica, anche se non volutamente...
morale della favola: sono preoccupata per lei in quanto ultimamente vive un periodo molto stressante e la vedo decisamente più instabile. Voglio e sento che devo consigliarle una psicoterapia, ma senza entrare nel particolare di ciò che ho "visto" attraverso i riultati dei test. Cerco un modo soft per convincerla a farsi aiutare; non è facile perchè lei è molto compiacente (fintamente) e manipolatoria.
Cosa potrei dirle per far venire fuori una sua motivazione?
C'è l'aspetto del paranoide per cui potrebbe reagire male, sentendosi controllata da me.
Io nn sono ancora psicoterapeuta per cui vorrei semplicemente agire come psicologa e determinare un invio, perchè la situazione è seria!
Qualcuno può darmi un consiglio su come muovermi?
Grazie!
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