Dopo lo scandalo dei test di ammissione, le cui risposte erano cedute alle studentesse in cambio di favori sessuali, l'Ateneo corre ai ripari. Con un "punto di ascolto" a cui denunciare attenzioni sgradite
BARI - Hai un professore che si prende qualche confidenza di troppo? L'addetto alla segreteria ti fa delle avance? Niente panico. Se sei iscritta (o, perché no, iscritto) all'università di Bari, tra qualche giorno avrai addirittura la possibilità di denunciare chi ti pare ad un “punto di ascolto” telefonico, email e fax, che “garantirà l'anonimato e che permetterà qualsiasi denuncia di disagi o di molestie di vario genere”. Il nuovo dispositivo, presentato con una certa pomposità dal rettore, Giovanni Girone, è la risposta del maggiore ateneo pugliese allo scandalo dei test di ammissione, le cui risposte erano cedute alle studentesse in cambio di favori sessuali.
L’inchiesta ha portato all'arresto del funzionario dell'ufficio relazioni con il pubblico della facoltà di Scienze della Formazione, e all'iscrizione sul registro degli indagati di altri tre dipendenti universitari, tra cui il segretario amministrativo della stessa facoltà.
Il caso è scoppiato esattamente un mese fa. Una giornalista di Repubblica, fingendosi studentessa, è riuscita ad incastrare Pino Specchia, il funzionario dell'Urp che in cambio di qualche piccola "attenzione" sessuale avrebbe dato alla giovane donna copie dei test di ammissione. L'uomo arrivò anche ad allungare le mani sull'avvenente cronista, ma subito dopo venne immobilizzato dai carabinieri che aspettavano al di fuori dell'ufficio in abiti borghesi. E' stato poi lo stesso Specchia a mettere il pubblico ministero, Roberto Rossi, sulle tracce degli altri funzionari coinvolti nella vicenda. Il segretario, Gino Del Fonso, si sarebbe procurato i test ottenuti a sua volta da due addetti dell'ufficio copie.
Dopo alcuni giorni di detenzione, Specchia ha ottenuto gli arresti domiciliari, tornando a casa dalla moglie che, in un certo senso, lo ha perdonato: "Se ha sbagliato - ha dichiarato la donna ad un quotidiano locale - lo ha fatto per troppa bontà". Intanto, a suo carico restano le accuse di violenza sessuale, peculato e abuso di ufficio.
Dal canto suo, l'università barese, la più frequentata di Puglia ed una delle più grandi del Mezzogiorno, ha cercato di reagire con autorevolezza al discredito gettatogli addosso da queste vicende. Il Cda ha quindi affidato ad un'équipe di "saggi" una inchiesta di interna. Sono emerse grosse responsabilità, spalmate sui vari livelli amministrativi e dirigenziali, e qualche leggerezza di troppo nella gestione del personale. Grazie ai lavori della commissione, infatti, è venuto finalmente fuori che già in passato Specchia aveva avuto problemi relazionali con il pubblico, mentre Del Fonso era iscritto, con ottimo profitto, alla stessa facoltà di cui era segretario.
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Che ne dite? nn si corre il rischio di avere il problema inverso? Magari studenti che si mettono di comune accordo per creare problemi a qualche prof troppo severo, coperti dall'anonimato?
E nn parliamo dei commenti della moglie di Specchia.. troppa bonta'![]()








