Buongiorno a tutti,
premetto che non sono uno psicologo e spero di non rubare del tempo a nessuno.
Sono interessato a comprendere le motivazioni di alcuni comportamenti messi in atto da persone con disturbo borderline, in particolare la prostituzione.
L’interesse nasce da una mia relazione con un donna affetta da questa patologia; un passato di adozione determinata da maltrattamenti e condizioni di indigenza. Un’adozione che non mai funzionato, seguito da un lunghissimo periodo di abuso di tutti i tipi sostanze stupefacenti pesanti, prostituzione su strada in età giovanile, abusi sessuali. Attualmente sposata con due figli piccoli e malgrado, in apparenza, sembra che non vi sia traccia dei suoi trascorsi, continua ad esercitare la prostituzione – d’alto borgo, questa volta – nella più completa segretezza di famigliari, parenti e amici.
Quello che ho notato e che non riesco a capire è che l’atto di prostituirsi è sentito come un richiamo irresistibile. Il guadagno economico, anche se lauto, ha la sua parte ma non è centrale. Ho sentito parlare di “emozioni forti” non legate al piacere bensì al “rischio”, il “fascino” dell’incognito, il vanto di “non farsi piegare”, la soddisfazione di essere ricercata anche se ciò comporta il disprezzo.
Mi sembra una vera e proprio dipendenza da un copione che si ripete sempre uguale. Periodi di quiete alternati a periodi ossessivi. Il concretizzarsi della fase maniacale riporta la calma, come quando si ottiene una ricercata conferma su se stessi.
Ovviamente, la vita di tutti i giorni è accompagnata da profonda instabilità emotiva, ansia opprimente, attacchi di panico, manipolazione, bugie estenuanti, e altre note manifestazioni di cui soffrono queste persone.
Sarei grato se qualcuno provasse a spiegarmi quali sono le reali istanze che questa donna tenta di soddisfare.
Ringrazio anticipatamente.








). Nota che molte di queste ragazze non erano affette da alcun disturbo psicopatologico, ritardo mentale, problemi sociali (a parte quello appena descritto!) o altro.