
Originalmente inviato da
Megiston Matema
Cara Benedetta14,
visto che l'argomento mi interessa, potresti fornirmi una bibliografia più dettagliata sull'analisi di Lowen che riporti? Te ne sarei grato. Da parte mia ho trovato molto interessanti due libri, datati ma sempre attualissimi, di Christopher Lash, il primo ha come titolo: La cultura del narcisismo. l'individuo in fuga dal sociale in un'età di disillusioni collettive, Bompiani, Milano, 1981. L'altro: L'io minimo. La mentalità della sopravvivenza in un'epoca di turbamenti, Feltrinelli, Milano, 1985. Sono spesso in ristampa, non dovrebbe essere difficile trovarli. Entrambi, ma soprattutto il primo, sono stati per me una piacevole rivelazione, e li metterei certamente fra i libri da salvare in caso di catastrofe naturale. Riguardo al tuo interrogativo, mi viene in mente che i greci antichi ritenevano alla verità si giunge attraverso le porte aurorali del dolore e della bellezza; Edipo, ad esempio, attraverso il dolore svela il destino umano, ma è attraverso la seduzione della bellezza arcana della Sfinge che è attratto a svelarne il suo enigma, incurante di rischiare la sua vita. L'unica forma d'arte che comprende in sé in maniera sublime il dolore e la bellezza è la tragedia attica. Ma per comprenderla, occorre un soggetto che si ponga al centro della scena, forse la psicoanalisi può prestarsi a raggiungere lo scopo della soggettivizzazione in un mondo dove il soggetto abdica sistematicamente al suo ruolo. Se ci trovassimo in tempi più remoti, questo compito sarebbe stato assunto dalla religione, dall'etica, o dalla polis.
Un saluto.