Ciao amici tutti
sono nuovo qui, ho letto con interesse dei sogni e della loro interpretazione, così mi sono detto "provaci" :-) spero che questo mio sogno sia per voi interessante al punto da spingervi a darmi qualche commento, che mi interesserebbe moltissimo.
Ero in un altro tempo, nel passato. E' tardo pomeriggio/quasi crepuscolo di un giorno d'inverno, e nel corso del sogno si fa via via sempre più notte; nonostante ciò ci si vede bene, come se ci fosse una gran luna splendente, che però non ricordo di aver visto nel sogno. Venivo a piedi da Terni e andavo verso Spoleto (dove vivo); la strada lungo la quale mi trovavo era quella che nella realtà è la SS 3 Flaminia, una statale a due corsie che attraversa tortuosamente i monti dell'Umbria meridionale, solo che era diversa, molto più stretta, era poco più di un sentiero, non asfaltata, e coperta da tanta neve (ma non stava nevicando), tutto era bianco. Per me era normalissimo il fatto che stessi tornando a piedi da Terni a Spoleto, come se le macchine non esistessero ed io fossi un viandante d'altri tempi.
C'è ancora luce quando da una curva di fronte a me esce e mi si fa incontro un cavallo bianco, ahimé azzoppato (zampa anteriore sinistra). Il cavallo mi incuteva un po' di timore e, parandomisi davanti, non mi faceva procedere oltre; decido di scivolare a destra, sotto il ciglio della strada, per superarlo e continuare il cammino. In realtà io non stavo camminando, ma mi aggrappavo al costone sotto la strada con le mani; il costone non era però fatto di terra, era invece un infinito, morbido tessuto al quale io mi aggrappavo procedendo in avanti in maniera molto agile... Ma il cavallo indietreggiava e mi stava quindi sempre sopra, vagamente minaccioso.
Ad un certo punto, il cavallo sopra mi "sbrocca", spicca un salto allucinante, nitrendo mi passa sopra e va a cadere lontanissimo, duecento metri più in là, nella piana bianchissima sottostante, proprio mentre scorgo delle casupole di un paesino. A questo punto intanto è piena notte, anche se come dicevo ci si vedeva molto bene per via della luce lunare diffusa. Mi getto a terra e corro verso le case, per cercare soccorso per il cavallo, e quando sono ormai a ridosso di queste case, un profilo di una testa di uomo fa capolino da dietro un vetro di finestra; non c'è luce che proviene da quella finestra, e il profilo che intravedo è solo un profilo nero, indistinguibile; mi fa toc toc al vetro dal di dentro, nel sogno percepivo che volevamo parlare del cavallo; nello stesso momento sento in lontananza voci di gente che era andata a vedere il cavallo, qualcuno che grida "dai, finiscilo che ormai è spacciato" o qualcosa del genere, alla fine sento uno sparo, capisco che il cavallo è morto e mi sveglio.
Ho vissuto tutto il sogno senza angoscia, anche se quel cavallo zoppo mi preoccupava, un po' perché vagamente minaccioso nei miei confronti, e un po' per lui; nel lasso di tempo da quando ha fatto quel volo e quando poi l'hanno ucciso, mi sono progressivamente sempre più preoccupato. Ma mi sono veramente reso conto della tristezza della vicenda solo quando mi sono svegliato. Questo sogno è di due anni fa.
Recentemente, qualche mese fa, ho di nuovo sognato il cavallo bianco, non più ferito; si trovava in un luogo impossibile, all'interno della Rocca di Spoleto, in alto sui colonnati del piano superiore, certamente inaccessibili ad un cavallo; mi puntava, era nervoso e sembrava volermi venire incontro, era sempre vagamente minaccioso; scale e muretti gli impedivano comunque di farsi troppo vicino a me, che ero circondato da altra gente, alcuni consapevoli, altri inconsapevoli della strana presenza del cavallo bianco.
Ringrazio in anticipo chiunque vorrà darmi una sua impressione su tutto ciò!
Ciao a tutti :-)







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