Avrei la possibilità di partecipare ad un gruppo di psicoanalisi guidato dal mio analista. La proposta mi interessa ma riconosco di avere qualche dubbio....Non è facile superare l'impasse di condividere con individui ,all'inizio estranei, emozioni, affetti, pensieri intimi.
Perchè il gruppo? Cosa aggiunge alla relazione analista /paziente?
Ho letto, ma non mi è chiaro, che "cè una revisione del concetto di transfert, che si configura non più come uno "spostamento", ma come l'attivazione, nella situazione analitica, dei più precoci principi organizzativi dell'esperienza del paziente. Se la comprensione della normalità e della patologia si fonda su modelli di esperienza, il transfert non può più essere definito come uno spostamento od una ripetizione nella situazione analitica di sentimenti e relazioni legate a figure dell'infanzia. Si tratta piuttosto di una manifestazione della più generale tendenza ad applicare all'esperienza gli schemi organizzativi che si sono formati nel corso dello sviluppo. Il modello organizzativo del transfert è inoltre caratterizzato da un'ottica fenomenologica, dal riferimento ad una realtà comunque soggettiva (non esiste una realtà oggettiva) e dall'inclusione dell'analista e del suo mondo soggettivo in tutto ciò che avviene nel rapporto analitico"(Fosshage, Lichtenberg, Lachmann).
Grazie in anticipo.







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