Certo una pillola che si ingerisce da sola non può produrre la convinzione che funzioni (può produrre la convinzione che funzioni invece un medico, una persona che si finge tale, o tutto un certo apparato).
Potrebbero essere certi sistemi interattivi a produrre forme di convincimento: insomma potrebbe essere il tipo di interazione stesso che produce questi effetti persuasivi legati a forme "miracolose" di efficacia e che indirettamente ne produrranno altri veramente.
Se vai da uno psicoterapeuta, può darsi che una parte del lavoro che svolge magari consiste nel convincerti che quel che fa funziona: ora indirettamente dall'orientamento le psicoterapie che inglobano
questa forma di intervento finiranno col risultare efficaci, perché sarà parte della pratica stessa a produrre con maggiori probabilità la persuasione che l'intero intervento funziona e quindi una serie di effetti placebo secondari.
Se viene ripetuto in continuazione che ci sono stati già dei miglioramenti, ad esempio, oppure che la pratica risulta lunga ma produrrà questo o quell'effetto benefico senza spiegare bene come, già si agisce in questa direzione.
Si fa leva sulla fiducia, e la fiducia, ossia la convinzione che ci si è affidati a qualcuno che sa qualcosa più di noi ed è capace di accedere ad un mondo a noi sconosciuto "per mettere a posto le cose", può produrre una serie di effetti secondari.
Ma poi questo tipo di effetti li si può ancora chiamare placebo? In realtà l'intervento potrebbe funzionare perché produce la convinzione, nella maggior parte dei soggetti che si sottopongono a questo, che l'intervento stesso sia capace di produrre certe forme di guarigione e miglioramento.
Effettivamente una modifica psicologica magari c'è stata, ma consiste nel fatto che
si è creata la fiducia tramite l'ausilio della psicoterapia stessa che quel che fa lo psicoterapeuta risulta efficace.
E se l'agente terapeutico principale fosse proprio questo?
Più che altro è in questi ambiti che non si riesce più a disgungere bene le due cose. L'interazione con qualcuno insomma potrebbe produrre o favorire certe convinzioni e si "guarisce" magari perché viene creata la convinzione, dalla pratica psicoterapeutica stessa, che la psicoterapia che seguiamo funziona.